13 aprile 2015 | 9:09

Cairo a ‘Repubblica’: “Per salvare Rcs l’unica ricetta possibile è tagliare i costi del 20%”

Intervista a Urbano Cairo di Repubblica (11/04/2015) - L’editore appena salito al 4,6% vuole due posti in cda “Scott Jovane va controllato, un errore la vendita dei libri”

Urbano Cairo (foto Leonardo.it)

Urbano Cairo (foto Leonardo.it)

L’assemblea di Rcs si avvicina e con il rinnovo del board vi sarà un passaggio di consegne su due punti delicati rimasti in sospeso: la nomina del nuovo direttore del Corriere della Sera e la vendita di Rcs Libri alla Mondadori. Sul primo punto ieri Giovanni Bazoli ha auspicato un dialogo «fra consiglieri e azionisti Rcs per la condivisione su una rosa di candidati». Sul secondo potrebbero avere voce in capitolo anche i consiglieri che verranno espressi dalle liste di minoranza. Dottor Cairo, lei è salito al 4,6% del capitale Rcs e poi ha presentato una sua lista di minoranza per il rinnovo del cda. Qual è il significato di queste due mosse? «Ho fatto un investimento in azioni Rcs che ritengo importante, con risorse personali e non della quotata Cairo Communications di cui sono azionista di maggioranza. Ritengo che Rizzoli abbia un potenziale inespresso elevato che con le scelte giuste può essere dispiegato a vantaggio della società e di tutti gli azionisti».
Da dove bisogna ricominciare secondo lei? «Io iniziai 19 anni fa la mia avventura imprenditoriale proprio grazie alla concessione della raccolta pubblicitaria per alcune testate Rizzoli. Su quel seme ho poi costruito un gruppo editoriale di un certo rilievo comprando prima la Giorgio Mondadori e in tempi più recenti La7. In entrambi i casi ho prima risanato e poi rilanciato». Intende dire che la crisi Rcs di oggi deve essere affrontata con lo stesso approccio? «Sì, la formula è piuttosto semplice ma occorre molta determinazione per metterla in atto: bisogna tagliare i costi affinchè la casa editrice torni a produrre free cash flow con il quale si devono abbattere i debiti. In questo modo si liberano risorse per riavviare un ciclo virtuoso di investimenti e sviluppo». Dai suoi calcoli quanti costi si potrebbero tagliare in Rcs? «Senza toccare le spese per il personale tutti gli altri costi ammontano a quasi un miliardo. Pensare di ridurli di un 20% mi sembra un obbiettivo fattibile, a La7 abbiamo tagliato in meno di un anno 95 milioni di costi su 185, cioè circa il 50%. Senza licenziare nessuno e mantenendo i migliori volti di rete. In Rcs se si recuperano 150-200 milioni di margine operativo lordo il debito può scendere a circa 300 milioni, riconquistando credibilità nei confronti delle banche. Così si risana senza vendere nulla».
Dunque lei è contrario alla cessione della Rcs Libri alla Mondadori? «Non credo sia una buona idea cedere asset per ridurre il debito.
Scott Jovane oggi è su un sentiero strettissimo, non ha le risorse per fare sviluppo ed essendo costretto a vendere non riesce a spuntare i prezzi migliori. A mio parere deve alzare l’asticella, tagliare i costi in modo feroce per almeno 200 milioni nel prossimo anno. In Europa l’editore con il miglior rapporto cost/income è il gruppo inglese Trinity Mirror con 80, poi ci siamo noi della Cairo Editore con 85, quindi la spagnola Prisa con 87 mentre la Rcs è a quota 98. Lo spazio di miglioramento è molto ampio». Se riusciràa inserire unoo due consiglieri nel prossimo cda questi spingeranno per la strategia del taglio costi? «Il mio intervento ha uno spirito costruttivo avendo tra l’altro investito circa 30 milioni. L’inserimento in cda di Simontacchi e Pompignoli, due professionisti molto competenti, potrebbe fungere da stimolo per la società. La mia lista è infatti rivolta a tutti gli azionisti di minoranza che credono nel rilancio di Rcs».
Gli altri soci importanti dopo molti scontri si sono accordati per una lista comune di maggioranza che vedrà Maurizio Costa alla presidenza e Pietro Scott Jovane confermato ad. Lo ritiene un passo avanti? «Fa un po’ sorridere vedere azionisti che prima se ne dicono di tutti i colori e poi si accordano come se non fosse successo niente. Ma come socio di minoranza sarò contento se vedrò finalmente il management andare nella direzione giusta con il supporto di tanti azionisti. Spero che il cda sia compatto nel dare le indicazioni strategiche corrette». Non pensa che in futuro possa verificarsi una convergenza tra la Cairo Communications e la Rcs? «Di questo non abbiamo mai parlato. Ora conta il risanamento della Rcs».

  • Carlo Palumbo

    Le parole di Cairo sono sagge ma tardive. Arriva a chiudere la staccionata quando i buoi sono stati già fatti uscire. Tanto vale, allora, fare uscire dopo i buoi anche gli asini che hanno gestito la RCS in questi anni.