16 aprile 2015 | 9:57

Il giornalista è il lavoro peggiore negli Stati Uniti, secondo la classifica di CareerCast

Il giornalista è il lavoro peggiore negli Stati Uniti secondo la classifica di CareerCast che stila ogni anno gli impieghi peggio retribuiti e più stressanti.

Il reporter che lavora per la carta stampata ha “poche prospettive di lavoro, bassi salari e il settore è stato caratterizzato negli ultimi anni dai licenziamenti”. Perde una posizione rispetto all’anno scorso in cui era arrivato penultimo prima del boscaiolo.

Come racconta la storia di Erin Hayes, prima giornalista a Boston ha deciso di cambiare settore, fondando la propria agenzia di pubblicità, e suggerisce che per far fronte alla crisi del settore conviene mettersi in proprio.

Erin Hayes, a former newspaper reporter in Boston, knows that all too well. Hayes graduated college in 2003 and worked her way up from editorial assistant to a position writing the Boston Herald’s “Inside Track” column. Unfortunately, she had the misfortune of entering the industry just as it began a steady decline that continues today.

“I realize now that it’s difficult to turn the ship on a dime, but I did wonder why the newspaper wasn’t adapting with social media,” she says. With stagnant wages and a plummeting hiring outlook, Hayes applied her passion for story-telling and media to video production, and she co-founded a Boston company that specializes in advertising called Media Boss.

To other reporters who are eager to make a career change, Hayes advises them to “try to empower yourself,” she says. “Know that you can talk to complete strangers and write clean copy on a tight deadline. Don’t undervalue those skills,” which she says can be especially valuable in fields such as public relations and marketing.

Tra i lavori in cima alla lista, posizionati come i migliori, ci sono contabile, audiologo, matematico, statistico, ingegnere biomedico.

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