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20 aprile 2015 | 15:08

Più di 65 mila presenze per l’edizione 2015 del festival internazionale del giornalismo

(ANSA) L’edizione 2015 per il Festival internazionale del giornalismo è stata quella della “consacrazione internazionale”, per un media event “ormai numero uno al mondo, grande occasione di networking e patrimonio culturale da tutelare con tutte le forze perché opportunità unica per tutti, per la città e per la regione”: a dirlo stamani durante la conferenza stampa di bilancio, che si è svolta all’Hotel Brufani di Perugia quartier generale come sempre per i cinque giorni di manifestazione,

Arianna Ciccone (foto Olycom)

sono stati i due organizzatori Arianna Ciccone e Chris Potter. “Ce lo dicono i più importanti speaker intervenuti che ormai questo di Perugia è il migliore e più importante festival del giornalismo al mondo e del capoluogo umbro si parla ovunque”, hanno commentato davanti alla platea di giornalisti Ciccone e Potter, i quali hanno poi sottolineato che 623 relatori provenienti da 34 Paesi diversi e più di 2.500 giornalisti accreditati “sono numeri che non si trovano in altri media festival”. Un evento che quindi può archiviare numeri da record, a partire dall’aumento di presenze rispetto allo scorso anno (tra le 55.000 e le 65.000 le cifre stimate dagli organizzatori che hanno parlato di un “bel pubblico” con turisti e visitatori che hanno contribuito ad animare le vie e il corso “consacrando il festival come un grande evento promozionale a livello internazionale per la città e per la regione Umbria”). In totale sono stati 279 gli appuntamenti, tutti ad ingresso libero, con almeno la metà in traduzione simultanea in 17 sale dislocate nel centro storico di Perugia e supportati da 250 volontari, giovani aspiranti giornalisti – e non solo – arrivati da ogni parte del mondo impegnati nella macchina organizzativa. Una quantità “abbinata però alla qualità” ha tenuto a sottolineare Arianna Ciccone, per un festival che vive sempre più anche dentro la rete: “Sia il festival reale vissuto a Perugia che quello virtuale nel web – ha detto – quest’anno si sono fusi maggiormente con 260 dirette subito disponibili on demand”, con una conversazione intorno al festival definita “spaventosa”. Ed inoltre, sono state più di 170.000 le visite al sito internet (il sito in inglese ha registrato un incremento del 30 per cento), 35.000 gli accessi per i video del canale youtube del festival (15.000 in più rispetto al 2014), con 360 video totali prodotti e “costantemente in crescita di visualizzazioni”. L’evento più seguito in diretta è stato il panel con Edward Snowden, grazie a circa 3.500 visualizzazioni tra live e on demand (stessi numeri anche per gli incontri con Chef Rubio e Zerocalcare). Il tweet più condiviso è stato quello con la citazione tratta proprio dall’evento speciale di Snowden, che ha raggiunto circa 34.000 impressions e più di 210 retweet. Sull’incontro andato in scena venerdì scorso, gli organizzatori hanno poi ricordato che per la sua prima volta in Italia Snowden ha scelto quindi Perugia “a dimostrazione della reputazione ormai assunta dal festival”. Relativamente a Twitter, l’hashtag #ijf15 ha prodotto circa 56.000 tweet rimanendo tra i trending topics per tutti i cinque giorni, mentre per quanto riguarda Facebook, 420.000 sono state le visualizzazioni dei contenuti del festival, 15.000 tra “mi piace”, commenti e condivisioni. Un accenno, nel corso della conferenza, è stato fatto anche al “fondamentale” rapporto recuperato con le istituzioni. “Un festival – ha affermato Ciccone – attento al territorio visto che i fornitori sono tutti umbri, senza dimenticare che 1.843 stanze d’albergo sono state occupate direttamente dal festival”. Ora gli organizzatori stanno già pensando all’edizione 2016, quella dei 10 anni, che si svolgerà il prossimo anno a Perugia dal 6 al 10 aprile, con una manifestazione che “punterà sempre più su speaker internazionali ed ancora aperta alle proposte di tutti per la costruzione comune di contenuti”. Al momento, l’unico nome fatto è quello di Saviano che, ha annunciato Ciccone, sì è già fatto avanti con una proposta per l’edizione 2016. (ANSA, 20 aprile 2015)