Futuro difficile per le tv locali piemontesi che chiedono una legge regionale per il settore

E’ in crisi il sistema di informazione locale del Piemonte che chiede nuovi incentivi al settore. Chiude oggi Telesubalpina, problemi di budget per Videogruppo e Grp. Il punto di Repubblica Torino in edicola oggi. 

Sergio Chiamparino, presidente del Piemonte (foto Olycom)

Oggi Telesubalpina ha chiuso i battenti e i dodici dipendenti sono a spasso perché la proprietà (passata ai Paolini) si è trovata senza l’appoggio della Cei (che ha scelto Sat 2000) e della Curia di Torino; Videogruppo ha intrapreso la via della Lombardia, con un radicale cambio di proprietà, Grp combatte un’impegnativa battaglia, come la larga maggioranza della ventina di emittenti rimaste in Regione. La crisi rischia di precipitare – come ha dichiarato il segretario dell’Associazione Stampa Subalpina Stefano Tallia – perché in parecchie testate stanno per scadere gli ammortizzatori sociali e perché manca una legge di sistema su base regionale. Valutazioni condivise da due autorevoli esponenti del direttivo della Confindustria per le radio-tv, Piero Manera di “Retesette” e Davide Boscaini di “Quartarete”, uniti nel chiedere a Sergio Chiamparino una legge piemontese analoga a quella della Sardegna, con un forte sostegno alle innovazioni tecnologiche, per consentire alle tv locali di non soccombere di fronte ad Internet, ma di utilizzare i social-network per una nuova presenza piemontese nell’etere, senza confini regionali o nazionali.

Tv locali, futuro in bilico. Appello a Chiamparino (Repubblica Torino, 21 aprile 2015)

 

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