23 aprile 2015 | 12:27

Una mostra fotografica alla stampa estera di Roma per raccontare l’Italia senza pregiudizi e scongiurare il cambio di sede

di Laura Preite – Raccontare l’Italia senza stereotipi e pregiudizi. E’ quello che si propone di fare la mostra organizzata dall’associazione stampa estera in Italia nella sua sede di via dell’Umiltà 83 a Roma. La mostra, ‘Camera con vista’ visitabile da oggi, raccoglie foto sull’Italia inviate dai fotoreporter, soci dell’associazione stampa estera che raggruppa i corrispondenti dei giornali stranieri.

Tobias Piller

Tobias Piller, presidente della Stampa estera in Italia e corrispondente del Frankfurter Allgemeine Zeitung (foto Olycom)

“I corrispondenti dei media esteri, che vivono per qualche anno o anche per più tempo stabilmente in Italia, sono tra i migliori conoscitori dell’Italia. Perché la raccontano mentre la scoprono e lo fanno senza pregiudizi” si legge nel comunicato dell’iniziativa. “Sono nella migliore posizione di andare oltre ai soliti luoghi comuni o pregiudizi sull’Italia che esistono fuori dai confini del Bel Paese. Sono i corrispondenti, che possono e dovrebbero fermare le immagini (per foto, video o parole) di un’Italia autentica, delle radici dell’identità di un Paese”.

Ferruccio de Bortoli, direttore del Corriere della Sera commenta nella nota: “In una pagina della storia del Corriere della Sera si legge: ‘La lettura dei quotidiani esteri faceva saltare i nervi a Mussolini che intravedeva in tanta cattiva stampa lo zampino del Corriere, cioè di Albertini e dei suoi corrispondenti’. Rileggendolo, questo brano di storia, ho avuto la sensazione che potesse andar bene per altri- per fortuna meno drammatici –periodi storici. Ma è stata soltanto una fuggevole sensazione. Un grande augurio ai colleghi della stampa estera, ai quali rivolgo l’invito di guardare al mio Paese anche al di fuori di troppi consolidati luoghi comuni. La vostra libertà è anche la nostra, e viceversa”.

Al momento, l’associazione rappresenta 116 quotidiani, 30 periodici 30 agenzie di stampa, 68 radio e 70 aziende televisive. Nei suoi 103 anni di storia ha accolto 5300 corrispondenti. La sede di via dell’Umiltà messa a disposizione dalla presidenza del Consiglio è a rischio chiusura e l’associazione potrebbe dover traslocare in una nuova sede, ancora da definire. L’attuale è stata negli ultimi anni rinnovata grazie al contributo di alcuni sponsor.