27 aprile 2015 | 15:26

Un finto comunicato stampa venerdì 24 aprile fa calare il valore delle azioni di Banca Intesa Sanpaolo. La rivendicazione dei ‘NoTav’: ‘Una buona notizia!’

“Intesa Sanpaolo conferma di aver ricevuto oggi una lettera dal suo consigliere delegato e ceo, Carlo Messina. La lettera, datata 24 Aprile 2015, è circolata a tutti i membri del Board ed è stata inviata alla Consob. Carlo Messina ha ammesso di aver falsato la contabilità, esagerando il risultato netto di 1.920 milioni di euro nel 2014. Considerando queste nuove informazioni, Intesa Sanpaolo riporterebbe un bilancio in perdita per il 2014″. Così iniziava il comunicato stampa, poi rivelatosi falso, che venerdì 24 aprile ha annunciato le dimissioni del ceo Messina e denunciava una pesante falsificazione del bilancio della banca nel 2014.

Dopo la diffusione della nota il titolo della banca, che fino a quel momento guadagnava circa il 2%, ha iniziato a registrare perdite notevoli, per poi ritornare in terreno positivo dopo la smentita. A mercati chiusi il comunicato ufficiale di Intesa Sanpaolo che comunicava l’avvio di azioni per tutelare la propria sicurezza, sia per via informatica che legale. Avviati accertamenti anche dalla Consob “per verificare un’ipotesi di abuso di mercato nella forma della manipolazione informativa”, mentre nella serata, il procuratore di Milano, Edmondo Bruti Liberati ha preannunciato all’agenzia Radiocor un intervento anche da parte della autorità inquirenti: “Al momento non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione in merito ma certamente una indagine sarà aperta”. Tra i reati ipotizzabili quelli di manipolazione del mercato e di sostituzione di persona.
Sempre venerdì sera poi è arrivata la rivendicazione sul sito antagonista ‘Indymedia Piemonte‘, dove l’azione è stata messa in relazione alla lotta contro la costruzione della Tav. Nella rivendicazione, comunque di attendibilità incerta, essendo il sito open publishing e senza controllo sui contenuti, Intesa Sanpaolo veniva definita “la principale banca che finanzia la Tav e ci guadagna profitti succulenti”. E ancora l’invito a organizzare altri cyber attacchi di questo genere: “La Tav è ovunque. Chi vuole opporsi alla Tav lo può fare dappertutto; non occorre che vada in Piemonte. Anche con un sabotaggio dietro una tastiera, come in questo caso”.

Il finto comunicato di Banca Intesa Sanpaolo

Il finto comunicato di Banca Intesa Sanpaolo