28 aprile 2015 | 18:39

Cir torna all’utile e conta di chiudere in positivo l’intero esercizio 2015. L’amministratore delegato Monica Mondardini: Al via il rilancio

Il Sole 24 Ore 28/04/2015 - Cir torna in utile nel primo trimestre e conta di chiudere in positivo l’intero esercizio 2015. Quanto basta per poter annunciare al mercato che la “fase difficile”è ormai superatae il gruppoè in grado di porre le basi per il rilancio.

Tanto più che la holding può contare su una cassa consistente tra l’eredità del Lodo Mondadori e le cessioni di attività non strategiche.A illustrare il nuovo corso della società del gruppo De Benedetti è stata ieri l’amministratore delegato Monica Mondardini nel corso dell’assemblea annuale che siè tenuta immediatamente dopo l’esame dei conti trimestrali da parte del consiglio di amministrazione. Il gruppo Cir ha chiuso i primi tre mesi dell’anno con un utile netto di 21,2 milionia fronte di una perdita di 2,6 milioni registrata nel primo trimestre del 2014. I ricavi sono cresciuti del 6,7% a 628 milioni ed il margine operativo lordo è salito del 33,5% a 61,4 milioni. Inoltre, secondo le previsioni anche per l’intero esercizio il risultato netto dovrebbe tornare ad essere positivo, «fatti salvi – ha commentato Mondardini – eventi di natura straordinaria». «Il 2014è stato un anno decisivo nel percorso di riequilibrio patrimoniale e riposizionamento strategico avviato nel 2013. Abbiamo superato una fase difficile della storia del gruppo e iniziato a porre le basi per il suo rilancio», ha detto l’amministratore delegato dicendosi «fiduciosa che le azioni intraprese possano generare valore duraturo per tutti gli azionisti». Tra i principi del percorso di rifocalizzazione, l’ad ha citato «la concentrazione del management sulle tre partecipazioni industriali rilevanti», «la razionalizzazione degli investimenti non core» e «l’impiego delle risorse disponibili dando priorità a opportunità di crescita e rafforzamento nelle tre attività industriale del gruppo». Partendo dal rilancio di Sogefi, che sarà guidata dall’ad Laurent Hebenstreit, selezionato direttamente da Mondardini, reduce da un’esperienza in Français de Roues, di cui ha gestito un processo di ristrutturazione negli ultimi 2 anni. Sogefi «registra da alcuni anni risultati al di sotto delle proprie potenzialità- ha osservato la manager- tenuto conto anche della fase positiva che attraversa il mercato automobilistico mondiale, ma siamo convinti che abbia ampi margini di miglioramento». In particolare, «il rinnovamento del management e la definizione di un piano incisivo di rilancio costituiscono la priorità dell’esercizio 2015». C’è poi il capitolo liquidità.I 370 milioni di posizione finanziaria netta della capogruppo, di cui gran parte ereditati dal Lodo Mondadori sono, secondo Mondardini, la «base per il rilancio» di Cir. La manager ha indicato che, nell’utilizzare la liquidità disponibile, il gruppo «ritiene opportuno approfondire le potenzialità dell’attuale portafoglio; qualora non dovessimo reperire interessanti opportunità di creazioni di valore, valuteremo eventuali iniziative anche al di fuori del perimetro attuale del gruppo Cir». Tutto questo grazie anche al piano di cessioni di attività non strategiche per circa 150 milioni immobilizzati attualmente in fondi di private equity, crediti deteriorati e partecipazioni non più strategiche. In Borsa il titolo Cir ha chiuso in rialzo dell’1,11%, mentre Cofide ha segnato +3,55% dopo aver chiuso il trimestre con ricavi a 628 milioni (+6,7%)e un risultato netto positivo per 13,6 milioni rispetto a una perdita di 2,3 milioni nel corrispondente periodo del 2014.