29 aprile 2015 | 18:44

Il controllo di Mediaset non è in discussione, afferma Pier Silvio Berlusconi. Il gruppo è aperto alle partnership, ma non è venditore

di Carlo Riva – In coda all’assemblea dei soci Mediaset, durante la conferenza stampa Pier Silvio Berlusconi ha confermato che nei giorni scorsi c’è stato un incontro tra lui, il padre Silvio e Rupert Murdoch, aggiungendo che “incontri di questo tipo sono normali e ce ne sono sempre stati, uno qualche mese fa”. “I rapporti con la famiglia Murdoch sono sempre stati buoni”, ha continuato Pier Silvio Berlusconi. “Si è parlato di vari temi”.

Pier Silvio Berlusconi, Fedele Confalonieri e Giuliano Adreani

Pier Silvio Berlusconi, Fedele Confalonieri e Giuliano Adreani (foto Prima comunicazione)

“Anche con Vivendi i rapporti sono ottimi”, ha affermato il vice presidente di Mediaset: “Gli ambiti si una possibile collaborazione sono tantissimi in rapporto ai contenuti, ma non ci sono progetti che prevedono un avvio in tempi brevissimi. In ogni caso il controllo di Mediaset non è in discussione”. Pier Silvio Berlusconi spiegando che “con Telecom sono in corso dialoghi, non trattative”, ha più volte ribadito che il gruppo di Cologno è molto corteggiato dalle telefoniche per i contenuti, “ma non siamo interessati ad accordi commerciali, ma allo sviluppo di servizi”, Berlusconi ha poi sottolineato che per Premium Mediaset “è aperta a partnership di minoranza, ma non siamo venditori”. A questo proposito al termine dell’incontro con i giornalisti Fedele Confalonieri con una battuta ha detto: “Non credo Murdoch voglia stare in minoranza, neanche quando gioca a scopa”.

Per il futuro Pier Silvio Berlusconi ha spiegato: “Stiamo lavorando strategicamente anche a un decoder unico per un’offerta a pagamento di contenuti pregiati, non solo le partite di Champions League, sul satellite”.
Per quanto riguarda la pubblicità Berlusconi ha detto che Mediaset nei primi mesi dell’anno in una situazione di mercato negativa ha fatto i migliori risultati della concorrenza e che “i risultati di marzo sono stati positivi”. Polemico il presidente Confalonieri oltre che con Google (“Sono sette anni che ci lottiamo”), con la Rai : “Non c’è giustificazione sulla riduzione dei prezzi della pubblicità da parte di chi già incassa il canone”.