Protagonisti del mese

30 aprile 2015 | 9:10

L’isola del tesoro

Per Magnolia non è solo Cayo Paloma, in Honduras, la location dell’‘Isola dei famosi’, grande successo su Canale 5. Ma è un business che vede l’attività televisiva in evoluzione, possibilità di innovazione legate ai social media e le aziende sempre più interessate al branded content. Come racconta Leonardo Pasquinelli, ad della società di produzione che fa capo a Zodiak Media (Gruppo De Agostini)

“Sono felice di non aver fatto ‘L’isola dei famosi’”, ha dichiarato soddisfatto il direttore generale della Rai, Luigi Gubitosi, forse preda d’una crisi mistica da servizio pubblico, all’incontro organizzato a Roma dalla Fondazione Paolo Grassi il 10 aprile scorso per presentare il libro ‘Tv e culture. Milano, Italia, Europa’ e discutere tra l’altro il ddl di riforma della Rai di Matteo Renzi. Qualcuno in sala ha commentato sottovoce: “Sì, certo… la volpe e l’uva!”. Del resto, però, ve la immaginate la presidente Anna Maria Tarantola seduta comoda in poltrona e assediata dai nipotini mentre assiste alle esibizioni di quel simpatico piagnone smutandato di Rocco Siffredi? Roba da distruggere l’opera paziente del coiffeur, peraltro copiosamente descritta e celebrata in una comica intervista che la signora ha rilasciato al Corriere della Sera.
Quel prodotto che alla Rai guardavano con ripugnanza, per Mediaset e Canale 5, che ha mandato in onda il talent per otto settimane, è stata una vera e propria manna celeste. Se è vero che i numeri vogliono pur dire qualcosa, basta metterli in colonna: un 25% di share media, un milione e mezzo di tweet per l’intera edizione e 1,3 milioni di ‘mi piace’ sulla pagina Facebook ufficiale. Per non parlare del web, dove il sito Mediaset ha contato ben 52 milioni di pagine viste, mentre l’app Mediaset Connect ne ha realizzate 50 milioni. Quel che si dice un trionfo, che ha giustificato la rottura dello storico ostracismo che Mediaset aveva dichiarato a Magnolia, la società produttrice del format fondata nel 2001 da Giorgio Gori – appena uscito dalla direzione di Italia 1 e Canale 5 – insieme alle colleghe Ilaria Dallatana e Francesca Canetta, per poi venderla nel 2007 a De Agostini, primo anello della catena di attività nel campo del business entertainment che il gruppo, guidato da Marco Drago e Lorenzo Pellicioli, ha costruito concentrando le attività in Zodiak Media.

Una nuova e assai promettente partnership per il Biscione che però non ha impedito ad Antonio Ricci di rovinare la festa anticipando su ‘Striscia la notizia’ il nome del vincitore di ‘MasterChef’, il talent culinario prodotto sempre da Magnolia ma per Sky. E, come se non bastasse, scatenando un can can con la rivelazione che il cuoco vincitore era anche un professionista dei fornelli (requisito vietato ai partecipanti del talent). Sgarbi interpretati come segnali di guerra da parte di Mediaset nei confronti della pay concorrente e grane, sia pure prevedibili e da gestire con garbo diplomatico, per un produttore come Magnolia che ha due clienti del calibro di Mediaset e Sky. Lo sa bene Leonardo Pasquinelli, amministratore delegato di Magnolia dal febbraio 2014, dopo esperienze a Mediaset e poi per più di dieci anni a Endemol come vice presidente operativo, dove si è impratichito nel gestire vari tipi di criticità, come ci racconta lui stesso partendo dal successo dell’‘Isola’, e ripercorrendo l’attività di Magnolia che ormai spazia dalle produzioni classiche per la televisione alle novità sui social media, fino alla promettente attività di branded content sviluppata insieme alle aziende.

L’articolo integrale è sul mensile Prima Comunicazione n. 460 – Aprile 2015