05 maggio 2015 | 12:48

Facebook apre Internet.org agli sviluppatori, ma Zuckerberg ammette: non è sostenibile garantire l’accesso gratuito a tutta la rete

La discussione sulla neutralità della rete da diverso tempo tiene banco negli Usa, ma la questione ora non riguarda più solo l’accesso a internet nei paesi iperconnessi. Dopo il lancio di progetti come Internet.org di Facebook , per consentire l’accesso alla rete anche in paesi meno sviluppati a cominciare dall’India, il problema si è riproposto in una nuova veste.

Mark Zuckerberg (foto Olycom)

Internet.org infatti offrirebbe si libero accesso alla rete, ma solo ad alcuni siti. Nel mese scorso in molti hanno criticato questo aspetto del progetto e Zuckerberg si era difeso sostenendo che progetti come il suo non vanno contro la ‘net neutrality’. Anzi tutt’altro! Ha ribadito che i due principi, di connessione universale e neutralità della rete, possono e devono coesistere.

Lunedì 4 maggio, Facebook ha presentato alcune novità di Internet.org, in particolar modo l’introduzione di una piattaforma per gli sviluppatori, in modo da ampliare l’offerta di siti e servizi accessibili. Uniche condizioni richieste che tutti i contenuti siano fruibili da smartphone e soprattutto con una connessione lenta.
“4 miliardi di persone non sono connesse e non hanno voce su internet”, ha ribadito Mark Zuckerberg che però ha dovuto in parte fare marcia indietro ammettendo che “Non è possibile offrire l’accesso a tutta la rete gratuitamente”. E proprio qui, come sottolinea il sito Slate.com, sta uno dei punti focali del problema. Per sua natura un programma come Internet.org con accessi parziali al web compromette la ‘net neutrality’, ma quale potrebbe essere la soluzione allora? Abbandonare progetti di questo genere non garantendo così nemmeno un minimo di connessione dove non esiste? Un controsenso nel controsenso se si considera in quanti oggi ritengono l’accesso a internet un diritto universale.