05 maggio 2015 | 17:38

Libertà di informazione in picchiata secondo il rapporto Freedom House. L’Italia conferma la sua posizione: è 65esima su 199 paesi

di Laura Preite – La libertà di espressione continua ad essere limitata in Italia, secondo Freedom House, l’organizzazione indipendente che ogni anno stila il rapporto sulla libertà di informazione nel mondo. Ci confermiamo al 65esimo posto, tra i paesi ‘parzialmente liberi’ ultimi  nella vecchia Europa. Il nostro punteggio paese è 31, come il Cile. 

Freedom house 2015

Freedom house 2015

Non è stato ancora pubblicato il rapporto completo sul nostro paese, che l’anno scorso ha preso in considerazione la legge sulla diffamazione, ancora reato penale, le minacce ai giornalisti, la mancanza di una legge sul conflitto di interessi per chi possiede media e ha una carriera politica e la regolamentazione della professione giornalistica attraverso un ordine. Quello che già sappiamo è che il nostro Paese rimane inchiodato, vicino a paesi come l’Ungheria, la Bulgaria, il Montenegro, la Croazia, la Serbia, la Romania, l’Albania, il Kosovo, la Bosnia Erzegovina, la Grecia, la Macedonia e la Turchia.

Peggiora la libertà di espressione nel 2014, il punto più basso degli ultimi dieci anni. La percentuale di persone che possono vivere in un paese dove c’è libertà di espressione, dove l’incolumità dei giornalisti è garantita, dove  non c’è controllo dei media da parte del potere politico e dove la stampa non è appesantita da obblighi legali e pressioni economiche è il 14% del totale della popolazione mondiale. I paesi meno liberi sono Bielorussia, Crimea, Cuba, Guinea equatoriale, Eritrea, Iran, Corea del Nord, Siria, Turkmenistan e Uzbekistan.