12 maggio 2015 | 10:33

Telecom Italia, dopo le voci su Enel, si prepara a presentare un eventuale ricorso a Ue

(MF-DJ) Telecom Italia, dopo le indiscrezioni su di un possibile progetto che veda coinvolta Enel nella realizzazione del piano del Governo sulla banda ultralarga, si è già preparata per presentare a Bruxelles un ricorso nel caso in cui i suoi concorrenti attuali o futuri possano ottenere aiuti di Stato. Lo scrive Repubblica spiegando che il nodo dell’operazione di Enel nella banda larga riguarda i finanziamenti e gli eventuali incentivi pubblici necessari a far partire il piano.

Marco Patuano

Marco Patuano

Se infatti si sta parlando solo delle aree a fallimento di mercato (C e D del piano) nelle quali è ovvio che si può andare solo con gli incentivi pubblici e dunque se ci andasse l’Enel nessuno avrebbe niente da obiettare. Se invece gli incentivi vengono destinati anche alle aree nere, cioè quelle a maggiore ritorno economico, allora la battaglia si farebbe incandescente. In un eventuale ricorso, precisa il quotidiano, Telecom chiederebbe che Bruxelles imponga il ritiro o il rimborso degli incentivi, almeno dove Telecom Italia stessa investe nella banda larga con i propri fondi. E la cosa rischierebbe di far fare una brutta figura al Governo italiano poiché i due soggetti basati in Italia finirebbero per dover ricorrere a una sorta di arbitrato della Commissione europea, quasi che il Paese non sia in grado di risolvere da sé i propri conflitti di politica industriale. Un segno di debolezza italiana e un richiamo al fatto che le scelte nazionali di politica industriale sono possibili solo nel quadro delle regole europee, fatte rispettare da Bruxelles. (MF-DJ, 12 maggio 2015)