13 maggio 2015 | 18:09

Per il libro forse la tempesta è passata. L’Aie anticipa i dati Nielsen: per la prima volta il trend negativo rallenta

di Dina Bara – Forse per il mercato del libro la tempesta davvero passata: non siamo ancora ritornati al segno più, annuncia con cautela l’Associazione italiana editori, ma il trend negativo degli ultimi quattro anni rallenta fino a dimezzarsi.

L’Aie ha anticipato i dati più significativi dell’indagine Nielsen per il periodo gennaio-18 aprile 2015 che sarano presentati venerdì 15 maggio al Salone del libro di Torino. “Il settore”, si legge in una nota, “relativamente ai soli canali trade (librerie, librerie online, grande distribuzione, escluso Amazon) segna un ulteriore rallentamento nel segno negativo che lo sta caratterizzando dal 2011 con un -2,6% a valore e un -4,0% a copie, dimezzando i valori negativi dello stesso periodo del 2014 (quando il segno meno era ben più importante: -4,9% a valore e -7,4% a copie)”.

Marco Polillo, presidente Aie

Marco Polillo, presidente Aie

Sono dati che per gli editori aprono uno spiraglio di ottimismo: “Se teniamo presente”, continua l’Aie, che in questi primi dati non sono comprese le vendite di ebook e che tradizionalmente la prima parte dell’anno non è mai stata un periodo in cui le case editrici pubblicano i titoli di maggior richiamo, esce confermato il quadro di chiusura del 2014: la parte più drammatica della “tempesta perfetta” è passata e gli italiani – anche se in modo diverso rispetto a quattro anni fa quando tutto è iniziato – ricominciano a pensare di spendere in lettura.

Del mercato e del futuro del libro venerdì si parlerà nella tavola rotonda ‘Il paesaggio dopo la tempesta. Sette parole per raccontare il 2015’, in programma nella Sala Blu del Salone dalle 12 alle 14. Le sette parole chiave sono: lettura, e-book, tascabili/mass-market, grande distribuzione, e-Commerce, best-seller, efficienza, e ne discuteranno Giovanni Peresson (responsabile Ufficio studi dell’Aie), Sandro Ferri (E/O), Monica Manzotti (Nielsen), Stefano Mauri (Gruppo editoriale Mauri Spagnol), Alessandro Monti (Feltrinelli).

“Oggi una parte del mercato è in ombra perché il digitale non comunica i dati”, osserva Stefano Mauri, “ma sulla base delle nostre stime la mia valutazione è che la flessione sia quasi azzerata: Internet ha un segno positivo, le librerie indipendenti sono in ripresa, le librerie di catena registrano una lieve flessione, solo la gdo continua ad essere in forte flessione”. Dunque la tempesta è proprio passata? “Ho avuto questa sensazione”, dice Mauri, “lo scorso marzo a New York, vedendo gli editori rinvigoriti e con un nuovo orgoglio per il loro ruolo che non è più messo in discussione dal digitale: hanno capito che l’e-book, che del resto negli Usa ormai è fermo al 25% del mercato, non li distruggerà e che è semplicemente un altro canale del nostro mestiere. Da noi la crisi è stata tardiva, ma anche molto drastica. E a questo punto credo si possa concludere che si è disaffezionata al libro l’area dei lettori occasionali, mentre sono decisamente in ripresa gli acquisti da parte dei lettori abituali”.