14 maggio 2015 | 9:21

Il Salone del libro di Torino parte oggi alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Sempre più affollata la corsa alla guida della fiera

(Repubblica) Il presidente della Fondazione per il libro, Rolando Picchioni, e il direttore del Salone Ernesto Ferrero . La soluzione del rebus è lontana. Non è un tutti contro tutti, ma i soci fondatori hanno idee differenti sui nomi da sostenere per il dopo Picchioni. E le idee spesso hanno sfumature diverse se si guarda all’interno degli stessi enti, come Comune e Regione, senza poi considerare le spinte che arrivano da Roma e le opinioni dell’associazione italiana editori.

Sergio Mattarella

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella (foto Olycom)

Di certo da domani a lunedì, giorno di chiusura dell’ultima (forse) edizione guidata da Rolando Picchioni, le tessere del puzzle dei nuovi vertici della Fondazione del Libro non andranno a posto. Un tormentone per tutti i cinque giorni del Salone del Libro numero ventotto. “Sarebbe stato meglio arrivare all’edizione 2015 con la soluzione definita”, sottolinea un frequentatore assiduo di via Santa Teresa 15, sede della Fondazione. “Qualcuno martedì, alla conferenza di fine Salone, chiederà chi guiderà la costruzione della prossima Fiera”, aggiunge.

Lunedì non arriveranno risposte, anche se il percorso di rinnovo dei vertici è iniziato mesi fa. Per l’esattezza nel luglio dello scorso anno con un rinnovo parziale del consiglio e con l’ingresso di Giulia Cogoli, esperta di comunicazione ed editoria, già capo ufficio stampa Mondadori Libri ed ed direttrice del Festival della Mente di Sarzana, e di Giovanna Milella, che di rassegne se ne intende: giornalista, ex Rai, per anni ha guidato il Prix Italia, dirottandolo su Torino in maniera stabile. E con il rinnovo per un anno al ticket Rolando Picchioni, (formalmente in carica per tre) e al direttore Ernesto Ferrero, la successione sembrava già delineata.

È passato quasi un anno, la situazione alla Fondazione si è logorata con frizioni all’interno del cda tra gli uscenti e gli entranti. E per di più si sono aggiunti altri papabili, di primo livello, che hanno provocato un rimescolamento delle carte e un riposizionamento di chi è chiamato a decidere: in primis il presidente della Regione, Sergio Chiamparino e il sindaco di Torino Piero Fassino, con il contributo dei due assessori alla Cultura, Antonella Parigi e Maurizio Braccialarghe. E ormai il gioco in via Santa Teresa sembra essersi trasformato in un “chi appoggia chi”.

Il presidente Sergio Chiamparino sarebbe tentato dall’opzione Vittorio Bo, ex Einaudi, ideatore e organizzatore del Festival delle Scienze di Genova. Profilo che pare essere sostenuto anche dal ministro ai Beni Culturali Dario Franceschini. Al governatore del Piemonte, però, piacerebbe anche l’idea Gianni Oliva, storico ed ex assessore alla Cultura della giunta Bresso. Nome ottimo come presidente con un Bo direttore, che non dispiace nemmeno all’assessore Parigi, anche se nel cuore della ex direttrice del Circolo dei Lettori ci sarebbe Giulia Cogoli in un ruolo operativo.

Se si passa sul fronte del Comune la prima scelta sarebbe quella di Giovanna Milella, legge Madia permettendo, e Fassino, di fronte al nome Oliva, storcerebbe il naso non per la figura, ma per il curriculum. Per il «Lungo» sarebbe meglio indicare persone che non abbiano trascorsi “politici”. L’assessore Braccialarghe è convinto dal profilo della Milella. Alle candidature di punta se ne aggiungono altre che muovono le acque, come quella del presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Piemonte, Alberto Sinigaglia. “Dal 19 maggio bisognerà pensare l’edizione 2016 – sottolinea il frequentatore di via Santa Teresa – chi lo farà? Di nuovo Picchioni e poi si cambia in corso d’opera? La sintesi sembra lontana”.

http://torino.repubblica.it/hermes/inbox/2015/05/13/news/salone_del_libro_vigilia_con_rebus-114241682/