14 maggio 2015 | 11:00

I piccoli editori lamentano costi di allestimento ed esposizione al Salone del libro troppo alti

(La Repubblica Torino) «Per noi il Salone del Libro è il palcoscenico più importante. Sia a livello nazionale che internazionale, ma 6mila euro per partecipare son tanti. Troppi in un periodo di crisi». La kermesse non si è ancora aperta e già scoppia la prima polemica. A lanciarla è la Cna Editoria, il comparto dei piccoli e medi editori della Confederazione nazionale dell’artigianato, il cui responsabile, Ettore Cenciarelli, parla di «costi eccessivi di esposizione e allestimento che penalizzano i piccoli e favoriscono i più grandi».

Rolando Picchioni

Rolando Picchioni, presidente della Fondazione del libro  (foto Olycom)

Essere a Torino sarebbe sempre più difficile per chi ha un bilancio limitato e con le vendite non si riuscirebbe a ripagare nemmeno i cinque giorni di presenza al Lingotto: «Partecipare continua a convenire per quanto riguarda la visibilità – riconosce Cenciarelli – Ma in una situazione editoriale pesante come quella italiana, con i lettori che continuano a calare, vorremmo che si aprisse una riflessione sulla difficoltà sempre maggiore di esserci per molti di noi».

L’organizzazione del Salone non ci sta a passare per affamatori dei più piccoli: «Sappiamo benissimo che una fetta importante della nostra manifestazione sono proprio i piccoli editori», ragiona il presidente della fondazione, Rolando Picchioni «Rappresentano la bibliodiversità italiana e per questo abbiamo dedicato loro un intero padiglione, il primo, curato da uno scrittore attento a queste tematiche come Giuseppe Culicchia». (…)

La prima polemica è dei piccoli editori : “Stand troppo cari” (La Repubblica Torino, 14 maggio 2015)