Editoria, New media, Pubblicità

14 maggio 2015 | 12:31

Il contributo del digitale sui ricavi totali triplicato in 4 anni, ma non basta a controbilanciare il declino della carta. L’analisi di DataMediaHub sui conti Rcs (INFOGRAFICA)

Partendo dal discorso di insediamento di Luciano Fontana, nel quale il nuovo direttore del Corriere della Sera ha sottolineato l’importanza strategica del digitale senza dimenticare il peso, ancora notevole, che per il giornale ha la carta stampata, DataMediaHub ha ricostruito un quadro della situazione di Rcs MediaGroup, mettendo a confronto i dati relativi a costi e ricavi consolidati del gruppo dal 2002 fino al 2014, inserendo anche alcune annotazioni legate al confronto con i progetti e le linee guida segnalate nel piano per lo sviluppo 2013–2015, “per vedere lo stato di avanzamento su quegli obiettivi strategici che in Rcs si sono posti per la fine del prossimo anno”.

Il primo grafico illustra lo storico dei ricavi consolidati. Evidente la discesa dei fatturati, comunque in crescita più o meno costante fino al 2007. Poi una lunga discesa che ha portato nel 2009 i ricavi ai livelli di sette anni prima e nel 2012 a scendere sotto quota 2 miliardi di euro. Nel complesso la flessione, dal valore mas­simo rag­giunto dai ricavi nel 2007 alla fine del 2014, calcola DataMediaHub, è di 1.459 milioni di euro.

Questa flessione, come per tutti i gruppi editoriali, è guidata dal declino del cartaceo non controbilanciato dalla crescita del digitale. In ogni caso, il contributo di quest’ultimo ai ricavi totali del gruppo dal 2010 al 2014 è triplicato, passando dal 4,6% al 12,6%, anche se oggi sembra in frenata. Nel 2012 infatti i ricavi digitali rappresentavano il 9% del totale del fatturato del gruppo, nel 2013 sono pari all’11% e, come detto, nel 2014 il 12,6%. In crescita sì ma non di quanto ci si dovrebbe aspettare, tenendo conto che la percentuale è calcolata su ricavi totali in calo.

Il ‘colpevole’ della flessione viene individuato nel calo dei ricavi dif­fusionali. Dal 2010 al 2014 a pesare per il 57% sulla flessione di 975,9 milioni di euro dei ricavi totali è il –558,6 milioni registrato dai ricavi diffusionali. Un peso sottolinea DataMediaHub, mag­giore di quello dovuto alla crisi della pubblicità i cui effetti in Rcs hanno pesato per il 28%. Pubblicità che tra l’altro, per la prima volta dopo diversi anni, nel 2014 ha registrato un +3,2% rispetto al 2013.

Infine il riferimento al piano per lo svi­luppo 2013–2015.  Se per quanto riguarda l’incidenza dei ricavi dal digi­tale, sti­mata al 15% a fine 2015, l’elaborazione mostra un trend  in linea con le aspet­ta­tive in ter­mini di inci­denza sul totale, sono però gli inve­sti­menti fatti che non hanno por­tato al risultato atteso.