Televisione

14 maggio 2015 | 16:15

Fiovo Bitti, segretario confederale Ugl: “la Rai ha risorse certe ed adeguate ad assicurare la qualità del servizio erogato ai cittadini”

(Italpress) “Prevedere un rappresentante dei lavoratori all’interno del Cda Rai per l’Ugl, che da sempre sostiene la necessita’ di dare attuazione all’art. 46 della Costituzione, e’ ovviamente motivo di soddisfazione, ma il giudizio complessivo sulla riforma della Rai non puo’ ridursi a questo singolo, seppur importante, aspetto”. Lo ha detto il segretario confederale dell’Ugl, Fiovo Bitti, durante l’audizione in Commissione Lavori Pubblici del Senato. “Ribadiamo la necessita’ – ha spiegato – che la Rai abbia risorse certe ed adeguate ad assicurare la qualita’ del servizio erogato ai cittadini, a garanzia del pluralismo democratico e a tutela dei livelli occupazionali. Riteniamo inoltre necessario prevedere che ogni risorsa recuperata dall’evasione venga destinata alla riduzione del canone di abbonamento per le famiglie realmente bisognose, alla valorizzazione professionale del personale dipendente e al rafforzamento dell’offerta culturale”.

Fiovo Bitti (foto di ugl.it)

Fiovo Bitti (foto di ugl.it)

“Nel complesso – ha sottolineato -, ferma la giusta riduzione del numero dei componenti del Cda, si osserva un rafforzamento del Consiglio dei ministri e, verosimilmente del Premier, rispetto alle prerogative del Parlamento, esercitate attraverso la Commissione di vigilanza, cosi’ come una ridefinizione delle competenze dell’amministratore delegato. Esprimiamo pero’ perplessita’ rispetto al mancato coinvolgimento dei direttori di rete e di testata nella definizione della programmazione e all’innalzamento a 10 milioni di euro della soglia rispetto alla quale e’ necessaria l’approvazione da parte del Cda”. “Infine – ha concluso -, rispetto alle deleghe, si esprimono dubbi sulla tempistica prevista, in quanto sei mesi potrebbero essere sufficienti per poter allineare la normativa sul finanziamento pubblico alla legge di stabilita’ per il 2016. Da ultimo, e’ necessaria una definizione piu’ puntuale dei criteri per il riassetto legislativo del settore, vista la delicatezza della materia”. (Italpress, 14 maggio 2015)