17 maggio 2015 | 20:33

L’ex arcivescovo di Cagliari, Giuseppe Mani, all’Unione Sarda: “Il vostro giornale è una schifezza e vi mando a morì ammazzati”

La frase più’ sconcertante e’ quella con cui ha chiuso la conversazione ”Sia lodato Gesù Cristo”. Se, infatti, e’ naturale per un sacerdote
accomiatarsi così. Diventa incomprensibile davanti alle parole rivolte poco prima al cronista, attonito: “il vostro giornale è una schifezza e vi mando a morì ammazzati.

Non voglio vedere il mio nome. Altrimenti, come ho già’ fatto quando ero a Cagliari, do ordine a un gruppo di gente di non comprare L’Unione sarda per una settimana”. Protagonista di quelle che il quotidiano ha titolato “Insulti e minacce”, e’ l’ ex arcivescovo e prima a capo dell’Ordinariato militare in Italia, Giuseppe Mani.

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A lui il giovane cronista, Michele Ruffi, aveva chiesto un commento sull’arresto del parroco di un paese del cagliaritano accusato di aver drogato e molestato alcuni ragazzini. “So che e’ finito in prigione, proprio come Gesù Cristo”, la risposta. Il giornalista, che ha registrato l’intervista (l’audio è sul sito Unionesarda.it) ha proseguito con le domande, non potrò certo immaginarsi il finale. Il giornale nella di didascalia della foto di mons. Mani ricorda che è stato arcivescovo di Cagliari per nove anni (dal 2003 al 2012), e sottolinea ” ha risposto in modo incredibile, tra classe risate , insulti e minacce”. Sulla vicenda molte reazioni (“frasi ingiuriose e volgari che non ci saremo mai aspettate da un sacerdote, alto esponente della Chiesa” ha osservato il CDR dell’Unione) e un commento della capo cronista Maria Francesca Chiappe,componente del direttivo nazionale dell’Unici. “Gli ordini e la verità”. “Non si rende conto l’arcivescovo e merito - conclude la giornalista – che sono proprio i fedeli ai quali minaccia di dar l’ordine, a voler sapere delle schifezze, queste si’, autentiche, interne alla diocesi che ha governato per nove indimenticabili anni. E per sapere compreranno il giornale, con o senza il suo assenso. Con o senza il suo ordine”.