18 maggio 2015 | 16:15

Sulla Croisette tutti temono Netflix. Major e indipendenti hanno paura che Netflix e Amazon si servano per primi al piatto delle offerte lasciando loro solo le briciole

La Repubblica 18/05/2015:  Major e indipendenti al mercato sulla Croisette tutti temono Netflix –  Il glorioso Grand Théatre intitolato ai Lumière e lo streaming da telefonino: Cannes cerca l’equilibrio tra grande schermo e nuove tecnologie, cinema d’autore e Netflix.

Ted Sarandos

Ted Sarandos

Il presidente di giuria Joel Coen dice che non guarda la televisione, la moglie Frances McDormand produce e interpreta una serie di successo. Perfino Woody Allen, ottant’anni a dicembre, ha fiutato il cambiamento epocale e si prepara, in preda al panico, al debutto seriale per Amazon. E lo stesso direttore Thierry Frémaux ha moderato una chiacchierata pubblica con Ted Sarandos, patron di Netflix, definendolo «colui che incarna l’avvenire delle immagini, della televisione, del cinema».
L’incontro-scontro tra filosofie e mezzi diversi si ripropone, più evidente, al Marché, l’altra faccia del festival. Se solo un anno fa Netflix era considerato un giocatore debole, una serie di accordi recenti, film pagati milioni di dollari, ha catalizzato l’attenzione qui a Cannes. Molti produttori e registi vedono la società di Ted Sarandos che ha sformato serie culto alla House of cards , come un’opportunità; più competizione significa prezzi più alti e quindi più soldi, dicono i venditori. Netflix si sta muovendo velocemente nel mondo della distribuzione e produzione, con un bacino di utenti sterminato: oggi opera in 50 paesi, arriverà a 200 entro i prossimi due anni. A differenza di Amataggio del sequel di La tigree il dragone , La leggenda verde – prodotto da Weinsten e Netflix – che quindi uscirà solo online in agosto. Harvey Weinstein nei giorni scorsi a Cannes ha difeso a spada tratta Sarandos: «Netflix è una scossa vitale per il cinema».
Ma anche i compratori indipendenti a Cannes hanno le loro paure. Quest’anno l’offerta complessiva è minore, i kolossal arrivano alla Croisette già pre-venduti e ci sono meno titoli appetibili, facce da incasso alla Keanu Reeves, Bruce Willis, Gerard Butler, la paura è che Netflix e Amazon si servano per primi al piatto delle offerte lasciando loro solo le briciole. Una paura-opportunità che sta per riguardare anche l’Italia, dove è previsto che Netflix sbarchi entro l’anno. Sono in corso colloqui con distributori italiani, destinati a influenzare le proposte digitali della prossima stagione. A quelle on demand di iTunes e Google play, si affiancherà il modello in abbonamento alla library similea Sky online, Infinity e Mymovies live. Ma per impedire la cannibalizzazione è intervenuto proprio ieri il commissario europeo per l’economia e la società digitale, Gunter H. Oettinger, ribadendo l’obbligo di Netflix di valorizzare e investire nei mercati nazionali in cui entra. Resiste infine e regala buone notizie la distribuzione tradizionale: Mia madre di Moretti è stato venduto in 30 paesi, Youth di Sorrentino sarà distribuito dalla Fox Searchlight in Usa. (ari. fi.) zon, che rispetta l’uscita in sala, Netflix paga un premio per uscire direttamente sulla sua piattaforma, in tutti i paesi. È il muro contro muro con i distributori americani: le principali catene cinematografiche americane hanno da tempo deciso il boicottaggio (…)