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19 maggio 2015 | 8:32

Dagospia compie 15 anni. D’Agostino: in un Paese normale il mio sito non potrebbe esistere

(Ansa) “Diciamoci la verità in un paese normale Dagospia non potrebbe esistere. La gente avrebbe altro da fare che consultare il mio sito….”. Il sito online tra i più consultati d’Italia spegne 15 candeline, e il suo fondatore Roberto D’Agostino in una conversazione con l’ANSA

Roberto D'Agostino (foto Dagospia.com)

Roberto D’Agostino (foto Dagospia.com)

con una sana dose di autoironia apre la scatola dei ricordi, ma non risparmia le sue toccate di fioretto. Quanto dura Renzi? “Probabilmente il duello più appassionante di queste regionali, quello ligure, è lo spartiacque di tutto”. Lo scoop cui tengo di più? “Ne ho fatti talmente tanti, non voglio fare quello che continua ad autocelebrarsi sarei patetico. Quello che pubblico ogni giorno muore la sera stessa, e l’indomani è spazzatura perché ho già una nuova notizia” (è di oggi la notizia pubblicata da Dagospia che Maria Stella Gelmini sarebbe in procinto di divorziare dal consorte). Poi le minacce di querele sono tante soprattutto da parte di politici, giornalisti. Peccato che poi a distanza di giorni si rivelano sempre veritiere”. I miei informatori? “Non posso rivelarli ovvio, ma soprattutto le feste, la gente che frequentavo, in questi anni ce ne sono stati tanti. Uno che voglio ricordare pero’ mi ha aperto gli occhi, Francesco Cossiga: Mi disse ‘vedi Roberto, il potere vero è da un’altra parte, quello che vedi è un teatrino, sono lì messi a recitare un ruolo da quelli che contano davvero. E’ tutta una finzione’ “. Il più Cafonal oggi chi è? “Il tempo di Berlusconi, che poi lui non era cafonal in sé, era l’insieme che aveva intorno, le feste, e tutto il resto. Oppure le serate abbottonatissime e a inviti ristretti da Donna Angiolillo. A quelle partecipavo. Oggi Renzi ha paura ad uscire di casa e vieta anche i suoi di farlo.

Le mogli non accompagnano neanche i mariti, le fanno stare a casa o insieme tra di loro. Agnese è rimasta a Firenze. Ma non ha capito il nostro premier che è la sua sfortuna, perché i giochi si fanno a tavola. Vediamo anche come è finita la vicenda Corriere della sera, una sconfitta. Bazoli è come se avesse detto al presidente della Fiat, primo azionista di Rcs con il 16%, “Vuoi comandare? Allora tira fuori i soldi e compra altre azioni”. E in effetti va detto che oggi Torino paga la sua grande tirchieria, visto che poteva comprare l’8% in mano a Diego Della Valle”.

Come è nato Dagospia? “Avevo una rubrica su L’Espresso chiamata Spia. Poi è finita per una stupidata. Fu Barbara Palombelli a darmi l’idea, apri un sito, nessuno può romperti le scatole e scrivi quello che vuoi. Inizialmente solo gossip, poi l’intuito di mescolare politica, editoria, finanza. Ma soprattutto a fare la differenza sono stati i titoli che catturavano il lettore con le foto. D’Agostino, scusi, una curiosità: i soprannomi attributi da lei a certi personaggi come le vengono, di getto? “Si sempre. Se vedi Casini cosa pensi? Pierfurby, è solo sintesi. Bertinotti divenne Bertinight per il suo presenzialismo alle feste mondane con la moglie Lella. La Santadechè, Manicomio Italia, i Sinistrati, la Boldrinova…. Per festeggiare i 15 anni D’Agostino ha organizzato un party su un barcone sul Tevere. Tra i presenti, Renzo Arbore con cui ha fatto Indietro Tutta (“è il mio maestro non poteva certo mancare”) e tanti ospiti, tra esponenti del mondo della politica, del giornalismo, dello spettacolo.