Televisione

19 maggio 2015 | 14:58

Gubitosi: con la riforma possibile una gestione più efficace della Rai. Come a.d. serve non un esperto editoriale, ma una persona con un profilo consolidato e indipendente

(ANSA) Le proposta di riforma della Rai presentata dal governo renderebbe “la Rai più simile ad altre aziende per azioni e partecipate dallo Stato”. Lo ha detto il direttore generale della Rai, Luigi Gubitosi, in audizione in Commissione Comunicazioni al Senato, aggiungendo che “un’azienda assimilata a un’amministrazione pubblica comporta rigidità incompatibili con una società operante in un sistema concorrenziale”.

Luigi Gubitosi (foto Olycom)

Luigi Gubitosi (foto Olycom)

La riforma – ha proseguito – rafforzerebbe la guida aziendale e avrebbe consentito “di fare di più e più in fretta”, fermi restando i risultati positivi raggiunti”. “L’attuale quadro giuridico non è adeguato ad gestione efficiente – ha spiegato -. Occorre un quadro giudico che contempli la tutela dell’interesse pubblico ed una efficiente gestione, che elimini i vincoli che impediscono un’azione efficace”. Gubitosi ha ricordato che “tre anni fa ha trovato una struttura societaria complessa e confusa” e che “gli organi societari funzionano in maniera non ottimale. Il cda, nel quadro attuale, dovrebbe approvare quasi tutti gli atti ed essere continuamente convocato”. “La governance attuale – ha detto ancora il dg – e’ subottimale” e i tempi di decisione sono scanditi da “un meccanismo piu’ adatto per mediare che per decidere”. “La figura dell’ad – ha quindi sostenuto – impone l’onore a chi farà la scelta di selezionare una figura indipendente e competente”. “E’ fondamentale che tutti si rendano conto – ha affermato – che la Rai è un bene del Paese. Si tratta di poter scontentare tutti allo stesso modo”. Gubitosi ha aggiunto che è condivisibile che “un amministratore delegato possa scegliersi la sua squadra” e che “possa essere revocato dal proprio cda”. “La Rai è una società che dovrà organizzarsi intorno al suo core business con una guida competente ed autorevole”, ha proseguito, spiegando che “va messa nelle condizioni di competere con concorrenti” anche internazionali. Per questo Gubitosi ha spiegato che bisogna decidere se si vuole fare della Rai un’azienda simile a “Eni o Enel o a una Asl e sapete come la penso…”. (ANSA, 19 maggio 2015)

Rai: Gubitosi, capacità spesa 10 mln per ad è sufficiente

(ANSA) “Con la regola dei 10 milioni mi sembra che sia ben coperto il lato spesa. Penso sia sufficiente. Più complessa è la parte relativa alle nomine, su cui c’è molta attenzione del consiglio”. Lo ha detto il dg Rai Luigi Gubitosi in Commissione Comunicazioni al Senato, riferendosi alla capacità di spesa autonoma da parte del dg fino a 10 milioni di euro come previsto nel ddl del governo. Sui poteri di nomina “penso che chiunque debba potersi fare la sua squadra”. “Passiamo molto tempo a discutere sulle nomine dei singoli e queste prende molto tempo – ha spiegato il dg -. Questo è un consiglio anomalo rispetto al passato – ha detto ancora -. Prima c’era una sovrapposizione tra il dg e la maggioranza di governo con un supporto molto forte nei confronti del dg che aveva quasi la certezza di poter fare tutte le nomine di cui c’era bisogno. In questo caso non è stato così, perché Tarantola ed io siamo di estrazione tecnica e il cda è a geometrie variabili. Bisogna assicurarsi di avere la maggioranza in consiglio e questo prende tempo e spinge a trovare soluzioni subottimali. Ora ci sono otto membri in cda e l’uscita di Todini ha complicato un po’ la dinamica”. (ANSA, 19 maggio 2015)

Rai: Gubitosi, mia gestione più indipendente da dopoguerra

(ANSA) “Mi piace pensare che questa sia stata la direzione generale più indipendente dal dopoguerra ad oggi. Ho fatto un minimo di storia e penso che possiamo competere per questo primato, che per inciso possono vantare anche i governi che ci hanno lasciato in questo incarico. Nessuno dei tre governi con cui abbiamo interagito ha provato ad influenzarci”. Lo ha detto il dg Rai Luigi Gubitosi in Commissione Comunicazioni al Senato. (ANSA, 19 maggio 2015)

Rai: Gubitosi, come manager non serve esperto editoriale

(ANSA) “Come manager non serve un esperto editoriale o un esperto di tecnologia, ma serve un profilo consolidato per gestire situazioni complesse e abbia le spalle abbastanza larghe da essere indipendente”. Lo ha detto il dg Rai Luigi Gubitosi in Commissione Comunicazioni al Senato. “Non è vero che un dipendente non possa essere un amministratore delegato, certo cessa di essere dipendente – ha detto ancora Gubitosi -. E’ un ruolo a termine e sarebbe strano il contrario. Non è detto che l’ad venga dalla concorrenza, potrebbe essere un dipendente e non venire da un’azienda di settore”. “Sul tema degli appalti credo che si sia fatto molto ordine nelle procedure interne – ha detto ancora -. Il concetto è: se c’è una regola la devi seguire. Questo ha appesantito la procedura interna. Abbiamo anche costi per preparare le procedure e un certo rallentamento nei processi. La Rai deve essere rigida per seguire delle procedure. Dall’altro punto di vista dobbiamo garantire la massima trasparenza e attenzione. E’ un tema complesso. Sulla parte artistica, ma anche sul resto se fossimo più vicini alla maniera di operare di Enel, Eni, etc., questo ci aiuterebbe”. (ANSA, 19 maggio 2015)

Rai: Gubitosi, dopo ok bilancio avanti con nostro lavoro

(ANSA) “Il 25 maggio l’assemblea approverà il bilancio e rimarrà aperta per le nomine. Noi continuiamo il nostro lavoro con l’assemblea aperta, forse finché la riforma non diventerà legge. Per quanto ci riguarda, come si dice nel settore, ‘the show must go on’. Continueremo come se nulla fosse”. Lo ha detto il dg Rai, Luigi Gubitosi rispondendo alle domande in audizione in Commissioni Comunicazioni al Senato sulla gestione aziendale dopo la fine del mandato che coincide appunto con l’approvazione del bilancio da parte dell’assemblea. “Una governance della Rai assimilabile alle società quotate non sarebbe un male”, ha detto ancora il dg, aggiungendo che non sarebbe un problema avere in Rai i comitati. “La governance di una società quotata per definizione non potrebbe che far bene alla Rai – ha detto ancora -. Nelle società quotate i comitati sono una cosa caratterizzante come il comitato nomine e il comitato compensi”. Gubitosi ha anche parlato dell’elezione del rappresentante dei dipendenti in cda, spiegando che si aspetterebbe che la leggi rimandi a un regolamento e che ci sia un’elezione in azienda con la previsione di requisiti passivi, come l’essere dipendente da almeno a un anno. (ANSA, 19 maggio 2015)

Rai: Gubitosi, bene canone in bolletta, superare possesso tv 

 (ANSA) “Sicuramente la legge attuale che parla di televisore è superata dall’esistenza di molti device. Supererei il concetto di possesso del televisore. Decidere se collegare il pagamento alla bolletta elettrica non spetta a me. Mi sembra ragionevole ma bisogna partire per tempo, direi già da dopo l’estate”. Lo ha detto il direttore generale della Rai, Luigi Gubitosi, rispondendo ad una domanda sulla riforma del canone ipotizzata dal governo in Commissione Comunicazioni al Senato. (ANSA, 19 maggio 2015)