20 maggio 2015 | 18:25

‘Corriere della Sera’: Mediaset e Sky stanno negoziando un’alleanza nella pay-tv, da cui nascerebbe il monopolista italiano

Corriere della Sera 20/05/2015  I colloqui stanno procedendo spediti e sul tavolo ci sarebbe già un primo schema di alleanza. Dopo l’incontro di fine aprile tra Silvio Berlusconi e Rupert Murdoch, alla presenza dei figli Pier Silvio e Lachlan e di Tarak Ben Ammar, la trattativa tra Mediaset e Sky sulla pay-tv ha subito un’accelerazione.

Silvio Berlusconi (foto Olycom)

Silvio Berlusconi (foto Olycom)

Le strutture tecniche delle due società avrebbero messo a punto uno schema che, di massima, dovrebbe soddisfare entrambe le parti dopo che una prima proposta di Murdoch sarebbe stata rifiutata. Per prendersi Mediaset Premium si dice che il tycoon australiano avesse offerto a Berlusconi azioni BskyB e contanti. Ma, da un lato le pressioni dei figli, dall’altro l’intenzione di proseguire l’attività nella pay-tv, avrebbero indotto Berlusconi a dire no, lasciando comunque aperta la porta a una partnership. Motivo per cui Murdoch sarebbe volato ad Arcore, con lo scopo di parlare direttamente con l’ex premier e sbloccare l’impasse. «Mediaset è aperta a partnership ma non siamo venditori – aveva detto Pier Silvio Berlusconi all’indomani dell’incontro – e vedo difficile tenere questa posizione con Sky».
L’ultima bozza messa a punto dai consulenti e dalle strutture interne andrebbe proprio nella direzione della partnership, che passerebbe attraverso una newco partecipata con una quota di maggioranza da Murdoch e con Mediaset sotto al 50%, a cui verrebbero conferite le attività italiane della pay tv di Sky e del Biscione. Sarebbe la soluzione più semplice per mettere a fattor comune le due piattaforme, condividendone la crescita. Murdoch e Berlusconi avrebbero chiesto a Ben Ammar di tenere le fila dell’operazione e facilitare il dialogo tra Pier Silvio e Lachlan, a cui è stato affidato il dossier.

Rupert Murdoch (foto Wsbtv.com)

Rupert Murdoch (foto Wsbtv.com)

Si tratta, tuttavia, solo di una parte della complessa architettura che salderebbe l’alleanza tra i due tycoon dei media sul mercato italiano. Sul tavolo ci sono altre problematiche da risolvere e la principale riguarda l’Antitrust, con cui sarebbe stati già avviati contatti informali. Sky avrebbe chiarito da subito di non voler assumere rischi regolatori e dunque gli uomini di Mediaset stanno lavorando insieme a quelli di Murdoch per capire quali tipo di condizioni potrebbe porre l’Autorità a quello che diventerebbe un monopolio della pay-tv. Il parere degli uffici di Giovanni Pitruzzella rappresenta un punto decisivo per determinare pesi e valori nell’alleanza, nonchè il perimetro di attività da conferire alla Newco. E’ escluso che Mediaset e Sky possano mettere insieme i diritti, le library e le strutture commerciali dedicate alla pay-tv, senza sollevare obiezioni da parte dell’Antitrust. E’ anche vero però che in Europa i monopoli della pay esistono. In Spagna c’è Canal+ di Telefonica, di cui Mediaset è socia. Canal+, quella di Vivendi, domina invece in Francia. Secondo gli osservatori, il gruppo francese, in procinto di entrare con l’8% in Telecom Italia, sarà uno snodo importante nel processo di riassetto dei media in Italia. Anche perché, come è noto, tra Telecom e Mediaset ci sono colloqui in corso. Senza contare l’influenza di Ben Ammar, che oltre a sedere nel consiglio del gruppo telefonico vanta anche una lunga consuetudine con il presidente di Vivendi, Vincent Bolloré.

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La vicenda

Mediaset e Sky stanno negoziando un’alleanza nella pay-tv, da cui nascerebbe il monopolista italiano in questo segmento. Uno schema di lavoro prevederebbe la creazione di una società, partecipata in maggioranza da Sky e con Mediaset sotto al 50%, a cui verrebbero conferite le attività nella pay-tv dei due gruppi,che complessivamente hanno 7,2 milioni di clienti . L’Antitrust dovrà pronunciarsi sull’eventuale alleanza e sono stati già avviati contatti informali per valutare le possibili ricadute. Sembra difficile che Sky e Mediaset possano mettere insieme le rispettive attività, senza che l’Antitrust sollevi obiezioni, anche se in Europa esistono situazioni di monopolio nella pay-tv