20 maggio 2015 | 15:55

Telefonare non va più di moda, negli Usa i guadagni degli operatori arrivano dai piani dati

(Wired) Da tempo ormai si sono diffuse tecnologie alternative ed efficienti che fanno passare in secondo piano le care e vecchie conversazioni telefoniche, non più strumento privilegiato di comunicazione sullo smartphone. Anche Cisco, tra le principali aziende nella fornitura di apparati networking, aggiunge che addirittura il numero di telefono è superato, e serve solo per identificarsi su app come Whatsapp dove la sequenza di numeri, che una volta conoscevamo tutti a memoria, viene sostituita dalla foto e dallo pseudonimo scelto.

Si discute ormai da anni dell’obsolescenza sempre più evidente delle telefonate, dinosauri del secolo scorso che però non vogliono soccombere alle nuove abitudini. Ma a differenza dei primi anni 2000, finalmente si sono diffuse tecnologie alternative ed efficienti e le conversazioni telefoniche non sono già più il metodo privilegiato di comunicazione sullo smartphone.

Lo conferma tra gli altri Cisco, secondo cui lo stesso numero di telefono ormai è superato: serve solo a identificarsi in modo univoco con servizi come Whatsapp, che in cambio ti garantiscono il diritto di utilizzare la loro piattaforma. Dopodiché, la sequenza numerica viene sostituita nella lista dei contatti dallo pseudonimo e dalla foto scelta.

Piattaforme di questo tipo piacciono perché non sono solo canali attraversati in due direzioni da un flusso vocale. Sono stanze dove è possibile lasciare contenuti di varie forme (video, audio, testuale) disponibili anche a più destinatari. E questi contenuti si possono commentare, rimbalzare ad altri, arricchire.
Sono soprattutto i più giovani a trovarsi a loro agio con il cambio di paradigma. Secondo alcune statistiche provenienti da uno studio dell’Imperial College of London, mentre il 44% dei ragazzi tra gli 11 e i 12 anni spende cinque minuti al giorno parlando al telefono, circa un quarto supera le due ore nelle app di messaggistica istantanea; la stessa percentuale passa lo stesso lasso di tempo sui social network.
Nella classifica di popolarità stilata da Pew Research Center, Facebook ancora domina (nonostante, secondo l’ormai famoso spaccato offerto da Andrew Watts su Medium, i teenager non lo sopportino) seguito da Instagram, Snapchat e poi Twitter, Google+, Vine e gli altri.
Del resto fino a pochi anni fa le possibilità offerte dalla rete mobile non permettevano neanche di usufruire di servizi troppo pesanti lontano da casa: Vine e Periscope erano inconcepibili sulle prime reti 3g, mentre Instagram e Facebook imponevano limitazioni sulla grandezza delle foto caricabili che, a pensarci oggi, fanno sorridere. Adesso molti servizi consentono agilmente chiamate e videochiamate sulla rete Internet.
Ovviamente anche i più anziani usano o abusano di instant messaging e social network. Ma mentre può capitare che un nativo digitale arrivi a non utilizzare per niente le funzioni di telefoniche del suo smartphone (fino a rifiutarsi di rispondere alle chiamate tradizionali), con l’aumentare dell’età queste abitudini si ibridano con una tradizione telefonica più classica.
La via però è tracciata: negli Stati Uniti gli operatori hanno iniziato dal 2013 a intascare di più con i servizi dati che con le chiamate vocali (100 miliardi contro 1 miliardo solo dieci anni prima), e a livello mondiale questo traguardo verrà superato tra 2-3 anni.

Telefonare? Non si usa più