21 maggio 2015 | 11:03

Lo zampino del governo e l’arrivo di Netflix nella possibile alleanza tra Sky e Mediaset per la pay tv

(La Repubblica) Sarà solo una coincidenza ma proprio quando gli accordi di un anno fa tra Mediaset, Sky e Lega Calcio sulla spartizione dei diritti tv delle partite di Serie A tornano improvvisamente sul banco degli imputati, sullo sfondo cominciano a delinearsi i contorni di un grande inciucio in grado di far convergere in breve tempo gli interessi dei due tycoon televisivi, Silvio Berlusconi e Rupert Murdoch.

Rupert Murdoch

Rupert Murdoch (foto Olycom)

I quali solo fino a poco tempo fa si davano battaglia per strapparsi i clienti mentre ora stanno trattando un accordo societario tra Mediaset Premium e Sky a cui sta lavorando ufficialmente Mediobanca, assoldata dal fronte Murdoch. L’intesa sembra ancora lontana poiché i figli di Berlusconi non ci stanno a mollare gli incarichi operativi affidando il timone agli uomini della Fox. Ma forse è solo questione di tempo. (…)

La Lega decide la spartizione dei diritti a fine giugno e il 25 luglio, BSkyB, controllata al 39% da Rupert Murdoch, aveva in programma di riunire sotto un unico cappello le attività di Italia, Germania e Gran Bretagna. Per Sky Italia sarebbe stato complicato spiegare agli investitori internazionali la situazione del mercato italiano, soprattutto alla luce degli investimenti sostenuti nel mondo del calcio nel corso degli anni. Un concetto che James Murdoch e Zappia espressero anche al premier Matteo Renzi ricordandogli che per una multinazionale che ha investito nel paese 16 miliardi dal 2003, la certezza del diritto è più importante della riforma del lavoro.

(…)

Il governo a quel punto non intervenne sulla partita dei diritti, ma prese coscienza del fatto che in Italia non c’è spazio per due piattaforme a pagamento distinte come Sky e Mediaset Premium e che, anzi, la nascita di una sola realtà avrebbe riflessi industriali positivi. Da qui potrebbero essere nate le sollecitazioni a far dialogare Berlusconi e Murdoch per unire le forze invece che svenarsi a colpi di offerte miliardarie, con l’imprenditore franco tunisino Tarak Ben Ammar, storico amico di entrambi, nel ruolo di grande mediatore.

L’obbiettivo non è ancora raggiunto ma gli eventi incalzano: la Champions League strapagata da Mediaset è un costo non sopportabile con meno di due milioni di abbonati. E l’arrivo di Netflix previsto per la fine dell’anno fa paura a tutti.

Sky : “L’accordo fu legittimo” E con Mediaset si tratta ancora (La Repubblica, 21 maggio 2015)