21 maggio 2015 | 12:21

Primo sì del Senato alla legge sul cyberbullismo: stretta sui siti, e intervento di ammonimento del questore

(ANSA) – Il Senato dichiara guerra ai “cyberbulli” e lo fa con un disegno di legge approvato all’ unanimità che dà alle vittime minorenni un’arma di difesa in più: la possibilità di ottenere dal gestore del sito internet l’oscuramento dei dati che lo riguardano, nel giro di poche ore.

Francesco Palermo

Francesco Palermo (foto http://www.lanostraautonomia.eu/ )

Il progetto di legge d’iniziativa parlamentare, spiega il relatore Francesco Palermo (Aut), “è senz’altro un passo avanti nella lotta” ai bulli telematici e fa dell’Italia “uno dei primi Paesi a legiferare in materia”.
Queste, in sintesi, le principali novità del provvedimento che ora passa all’esame della Camera:

- COS’E’ IL CYBERBULLISMO – E’ qualsiasi forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito di dati personali in danno di minorenni, realizzata per via telematica. Ma è anche la diffusione di contenuti online finalizzata a isolare un minore o un gruppo di minori “ponendo in atto un serio abuso, un attacco dannoso, o la loro messa in ridicolo”.

- OSCURAMENTO DEI DATI – Il ragazzo vittima (o il genitore o tutore) può chiedere al gestore del sito internet di oscurare o rimuovere i dati che lo riguardano. E se entro le 12 ore il gestore non dà conferma di aver provveduto alla richiesta ed entro le 48 ore non avviene la cancellazione, sempre la vittima potrà rivolgersi direttamente al Garante per la privacy. Che entro 48 ore dalla domanda deve intervenire.

- TAVOLO TECNICO “ANTI-BULLI” – Entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge si istituisce presso la presidenza del Consiglio un tavolo tecnico per prevenire e contrastare il cyberbullismo, composto, tra gli altri, da rappresentanti dei vari ministeri (Interno, Istruzione, Lavoro, Giustizia, Sviluppo economico, Salute), dell’Anci, del Garante per l’Infanzia e di quello per la privacy. Nonché da rappresentanti di studenti, genitori e associazioni “attive contro il cyberbullismo” per non dire quelle “attive contro l’omofobia” perché alcuni senatori di Area Popolare si erano opposti. Il tavolo, entro 60 giorni dal suo insediamento, deve mettere a punto un piano per contrastare il fenomeno e dovrà avviare, tra l’altro, anche campagne di sensibilizzazione e informazione. Il Miur, che deve svolgere un’azione di coordinamento, avrà 30 giorni di tempo per prevedere “linee di orientamento per prevenzione e contrasto del cyberbullismo nelle scuole” che devono comprendere, tra le varie cose, anche la formazione del personale scolastico e misure di sostegno e rieducazione dei minori coinvolti. Le scuole dovranno promuovere anche un uso consapevole del web.

- DUE MILIONI PER LA POLIZIA POSTALE – Si prevede una risorsa complessiva di circa 2 milioni di euro per la polizia postale che è chiamata a svolgere azione di contrasto e che ogni anno dovrà svolgere una relazione sul fenomeno.

- AMMONIMENTO DEL QUESTORE – Fino a quando non viene presentata querela si potrà applicare la procedura di ammonimento dei minori da parte del Questore i cui effetti cesseranno al compimento della maggiore età del “bullo”. (ANSA, 20 maggio 2015)