Editoria

22 maggio 2015 | 10:45

Pagare per i contenuti favorisce la qualità, dice Jeff Bewkes, ad di Time Warner. Sarebbe fantastico portare ‘Quotidiano in classe’ negli Usa o in Gran Bretagna

(AGI) – “Provo grande ammirazione per l’iniziativa del ‘Quotidiano in classe’ portata avanti dall’Osservatorio Permanente Giovani-Editori e dal suo presidente, Andrea Ceccherini. Mi chiedo, allora, perche’ non esportare lo stesso modello anche negli Stati Uniti o, magari, nel Regno Unito. Sarebbe una cosa fantastica!”.

Jeff Bewkes, ceo di Time Warner (foto Businessweek.com)

Jeff Bewkes, ceo di Time Warner (foto Businessweek.com)

Lo ha detto l’Amministratore Delegato di Time Warner, Jeff Bewkes, nel corso del suo intervento dal palco del convegno ‘Crescere tra le righe’, in corso a Bagnaia.

“C’e’ bisogno della formazione scolastica – ha aggiunto Bewkes – per affrontare questo enorme volume d’informazione di oggi. Ci vuole una formazione per capire la complessita’ dell’informazione. La qualita’ e’ un’azione e un’abitudine. Il grande Giorgio Armani ha detto che la differenza tra stile e moda e’ la qualita’. Su questo mondo di internet dove tutto e’ gratis bisogna riflettere: e’ gratis perche’ qualcuno ci guadagna – ha concluso Bewkes – e bisogna chiedersi chi”. (AGI, 22 maggio 2015)

Editoria: Bewkes, pagare per contenuti favorisce qualità 

(ANSA) “Un buon metodo per valutare l’attendibilità di una fonte è seguire i canali di finanziamento. Bisogna capire chi ci guadagna, capire se esiste un’organizzazione che finanzia un giornale per un progetto editoriale o politico, per farsi un giudizio”. E’ l’opinione espressa in apertura del convegno ‘Crescere tra le righe’ a Borgo La Bagnaia da Jeff Bewkes, amministratore delegato di Time Warner, che conta tra i suoi brand, oltre alla major dell’entertainment Warner Bros, i canali tv Cnn e Hbo e i magazine Time, People, Fortune e Sport Illustrated. “In ogni Paese – ha spiegato – ci sono poteri economici dietro le notizie, ma questo non vuol dire che non ci sia giornalismo di qualità. Se un’organizzazione dipende dalla pubblicità, inevitabilmente questo inciderà sulla forma delle notizie; se si basa sugli abbonamenti è più probabile che garantisca qualità, non avendo la necessità di attirare il pubblico con notizie sensazionalistiche”. “La Cnn ha una reputazione di qualità perché si basa in gran parte sui finanziamenti che derivano dagli abbonamenti – ha affermato -. Ci occupiamo poco dell’audience, ci interessa avere abbonati e questo ci consente di occuparci di notizie che possono essere anche in un dato momento non popolari. Anche su Hbo non c’è la pubblicità, questo ci permette di puntare sulla qualità e su prodotti che possono non essere rivolti al grande pubblico”. “A noi piaceva il XX secolo, ci eravamo abituati – ha detto ancora Bewkes -, ma questo è un momento molto appassionante, perché c’è la possibilità di avere fonti multiple, di fare ad esempio un film con uno smartphone”. “Su internet tutto è gratis – ha aggiunto rivolgendosi ai giovani studenti in sala -, ma è gratis perché comunque qualcuno ci guadagna, che utilizza le informazioni che che date, le vostre abitudini. Se non pagate per un contenuto, dovete essere consapevoli che non siete più il pubblico, siete il prodotto”. (ANSA)