25 maggio 2015 | 10:47

Il presidente di Infront, Bogarelli: in corso un assedio mediatico nei nostri confronti. In arrivo un terzo operatore telefonico oltre a Sky e Mediaset

“Nei nostri confronti non c’è un assedio delle Procure ma mediatico”, così ha dichiarato il 24 maggio all’Ansa il presidente di Infront, Marco Bogarelli, preannunciando la decisione della società, comunicata anche attraverso una nota stampa, di procedere per vie legali a tutela della propria immagine. Bogarelli ha smentito l’esistenza di una spaccatura all’interno della Lega: “Tutti hanno votato le delibere sui diritti tv”.

Marco Bogarelli, presidente di Infront Italy (foto Sporteconomy)

Marco Bogarelli, presidente di Infront Italy (foto Sporteconomy)

“Leggo che Infront significa monopolio, evidentemente qualcuno non ha capito il nostro lavoro”, ha continuato, “abbiamo interesse a che i competitor tv per la Lega calcio siano tanti. E infatti penso sia in arrivo un terzo operatore, telefonico, oltre a Sky e Mediaset”.

Ecco il testo della nota ufficiale di Infront:

Infront Sport & Media intende sollevare l’attenzione dei media e dell’opinione pubblica sul fatto che nelle ultime settimane è ripresa una campagna stampa diffamatoria messa in atto da alcune testate giornalistiche nei suoi confronti. La continua strumentalizzazione di notizie, anche inerenti a soggetti terzi, atta a far convergere su
Infront l’attenzione dei lettori con il fine di diffondere sul conto della società sospetti infondati e accuse infamanti si tramuta in una campagna stampa orchestrata ad arte, caratterizzata da accanimento ingiustificato e degno di miglior causa.
Altrettanto diffamatoria, in generale, è la campagna stampa volta ad attribuire a Infront l’immagine di un’azienda usa a pratiche illecite e non trasparenti e animata da mire espansionistiche e monopolistiche. Rispetto a una tale grave lesione dei propri diritti e della propria immagine, Infront Italy comunica di avere dato mandato ai propri legali di agire in sede civile e penale per far cessare la campagna diffamatoria in atto.