25 maggio 2015 | 12:08

Audiard si aggiudica la Palma d’Oro di Cannes col film Deephan. Nessun riconoscimento per i tre italiani in gara

di Arianna De Felice – Francia-Italia 3 a zero. Si è concluso ieri, 24 maggio 2015 il Festival di Cannes con la vittoria della Palma D’Oro per ‘Deephan’, film del regista de Il Profeta Jacques Audiard. Gli italiani in gara, Paolo Sorrentino con ‘Youth-La Giovinezza’, Nanni Moretti con ‘Mia Madre’ e Matteo Garrone con ‘Il racconto dei racconti’, non hanno portato a casa nessun premio dalla Croisette. La notizia della totale esclusione dell’Italia girava già dal pomeriggio, nonostante gli applausi durati rispettivamente 7, 10 e 15 minuti e l’accoglienza positiva da parte della critica.
Diciannove i film che si sono contesi il riconoscimento e tra tutti sembravano aver la meglio ‘Carol’ di Todd Haynes, ‘The Assasin’ di Hou Hsiao-Hsien e l’italiano vincitore dell’ultimo Oscar come miglior film straniero, Paolo Sorrentino. Di questi solo gli italiani non hanno ricevuto nessun tipo di riconoscimento.
La stampa straniera, e in particolar modo il The Guardian in una recensione di Andrew Pulver, ha assegnato al film vincitore della 68° edizione del festival del cinema di Cannes quattro stelle su cinque sostenendo “Il film ha certamente la ferocia che è il marchio di fabbrica di Jacques Audiard, specialmente nei minuti finali, ma in generale mostra un lato più composto del regista. In effetti, la maggior parte del film ha un andamento lento, pacifico e non accade quasi niente”.
Il titolo del lungometraggio prende il nome dal suo protagonista, Deephan, un ex combattente del gruppo militante nazionalista Tigri Tamil, che vuole fuggire dalla guerra civile nello Sri Lanka. Per fingere di avere una famiglia e ottenere asilo politico in Europa, porta con sé una donna e una bambina. I tre si rifugiano a Parigi, dove Dheepan trova lavoro come guardiano nella periferia della città. L’uomo spera di costruirsi una nuova vita in Francia, ma deve scontrarsi con la violenza quotidiana della banlieue e deve cercare di proteggere la sua nuova famiglia. Un film duro ma non senza speranza che deve aver convinto la giuria per la sua contemporaneità.

Ecco, invece, i vincitori degli altri premi assegnati: il Grand Prix è stato vinto dall’ungherese Laszlo Nemes per ‘Sual Fia’, “un film che nessuno voleva fare perchè troppo rischioso” come spiega lo steso cineasta 37enne. Invece lui, con coraggio, mostra l’inferno di un lager nazista durante la II Guerra Mondiale. La Miglior Regia va al regista di ‘The Assasin’, il cinese Hou Hsiao-Hsien, già noto per i suoi diversi riconoscimenti per il cinema ‘minimalista’. Per la prima volta vincitore di un premio è Vincent Lindon, protagonista di ‘La Loi du marché’, proclamato Miglior Attore, che non ha mancato di ringraziare tutti, compreo il resto del cast del film “senza il quale non sarei qui”. Per quanto riguarda invece la parte femminile, sono due le vincitrici ad ex equo per Miglior Attrice: Emmanuelle Bercot, di ‘Mon roi di Maiwenn e Rooney Mara di ‘Carol’. Il Premio della Giuria va al film definito grottesco, surreale e trgicomico ‘The Lobster’ del regista greco Yorgos Lanthimos; La Migliore Sceneggiatura, invece, è per il messicano Michel Franco, regista e scenografo di ‘Chronic. La Palma D’Oro alla carriera è stata assegnata a Agnès Varda, regista, sceneggiatrice e fotografa francese che compirà 87 anni il prossimo 30 maggio. Infine sono stati premiati la Camera D’Or e la Palma d’oro del cortometraggio, rispettivamente assegnati al 28enne colombiano César Acevedo per ‘La Tierrra y la Sombra’ e a Ely Dagher per ‘Waves ’98′.
Ha presenziato anche Dario Franceschini, Ministro dei beni e delle attività culturali che ha commentato su Twitter l’evento “Cannes è un grande Festival anche quando gli italiani non vincono. Un dovere essere qui: Francia e Italia sono insieme il cinema europeo”. La giuria, presieduta dai fratelli Coen ha liquidato in poche parole l’esclusione dell’Italia dai vincitori del Festival sostenendo “Non avevamo premi per tutti”, mentre una parola a favore di uno dei lungometraggi italiani arriva da Rossy de Plama per il film di Moretti “Mi ha molto impressionato l’interpretazione di Giulia Lazzarini”.
Nonostante i giudizi del Festival, Paolo Sorrentino è riuscito a prendersi una piccola rivincita, ottenendo 2.620.000 euro d’incasso e piazzandosi in testa al box office italiano del weekend.