Editoria, Pubblicità

25 maggio 2015 | 13:46

Ricavi in calo dal 2007 per il Gruppo Espresso. Bene il digitale, sotto il 10% ma raddoppia il valore in 4 anni (INFOGRAFICA)

Dopo l’analisi della situazione di Rcs, DataMediaHub punta i riflettori sul Gruppo Espresso nel suo insieme. Per quanto riguarda i ricavi, l’analisi del fatturato, dal 1997 a oggi,disegna una parabola che ha come vertice gli anni 2006 e 2007 con 1,100 milioni di euro di ricavi. Da li in poi la discesa, con il fatturato che nel 2014 scende sotto il livello del 1997.

Diversamente da Rcs, il ‘colpevole’ della flessione non è da identificarsi nel declino dei diffusionali, quanto con la crisi degli investimenti pubblicitari. Analizzando le ultime 3 annualità, il differenziale tra 2012 e 2014 registrato dai ricavi pubblicitari, sul –169 milioni segnato dal fatturato totale, è pari a –107 milioni. La crisi della pubblicità incide dunque per il 65%, contro il 17% dei diffusionali. Stesso risultato guardando agli ultimi cinque anni, con una flessione del fatturato pari al 67% per la pubblicità e del 14% per i diffusionali. La flessione dei ‘ricavi diversi’, dimezzatisi dal 2010 al 2014, passando da 66 a 33 milioni, pesa per un 18% sia considerando le ultime cinque annualità sia considerando le ultime tre. In questa voce, segnala l’analisi, dovrebbero essere inserite con più decisione attività come quelle di content marketing, servizi ad aziende e sponsor sul modello delle grandi testate straniere, come New York Times e Guardian.

Guardando nello specifico ai bilanci delle singole divisioni, nel periodo dal 2010 al 2014 colpisce il rapporto costi/ricavi di Repubblica. Mentre i costi calano gradualmente, più marcata la flessione dei ricavi, con un margine operativo lordo negativo per 1,4 milioni nel 2013, e un ritorno in positivo per 5,1 milioni solo nell’ultimo anno.
La divisione periodici, che gestisce l’Espresso, National Geographic, Limes, Micromega e le Guide dell’Espresso, ha ricavi sempre al di sotto di dei costi e un risultato operativo negativo in tutte le ultime cinque annualità. Meglio Quotidiani Locali e Digitale. Le due divisioni mantengono un equilibrio costi/ricavi più o meno costante con risultato operativo, anche se inevitabilmente in flessione, comunque positivo nell’arco di tempo considerato.
Una positività di bilancio che però va ben interpretata, sottolinea DataMediaHub, visto e considerato che tra gli intangible assets viene messo a bilancio anche il valore dei marchi delle testate di proprietà, quantificato a 480 milioni di euro, anche se, al momento della messa in vendita, difficilmente potrebbe essere effettivamente riconosciuto come tale.
Risultato positivo per la divisione digitale. Passando dal 4,2% del 2010 all’8,2% del 2014, raddoppia il suo peso sul totale del fatturato pur restando comunque sotto il 10%. I migliori risultati per Repubblica, con un contributo dell’online sui ricavi pubblicitari pari al 25% e un 10% sulle revenue del diffusionale.

Per quanto riguarda infine i costi operativi (che DataMediaHub sottolinea di aver calcolato autonomamente, sottraendo al fatturato totale il margine operativo lordo, non avendo trovato nei bilanci una voce che li indicasse esplicitamente) sono scesi dai 738 milioni del 2010 ai 584 del 2014, con un taglio complessivo di 154 milioni. I tagli più consistenti sono stati operati negli ultimi due anni, quantificabili a 62 milioni nel 2013 e 64 milioni nel 2014, quasi tre volte rispetto a quelli del 2012.

Una situazione comunque, conclude l’analisi, che, come emerge anche dal rapporto della Fieg, riguarda tutto il comparto caratterizzato principalmente dai pochi investimenti per il futuro che languono.