26 maggio 2015 | 11:20

Amazon apre succursali in Italia e in altri paesi europei per migliorare il rapporto con il fisco

(Corriere della Sera) Definirla una svolta sulle tasse forse è troppo ma sicuramente è un cambio di passo: Amazon, il colosso dell’ecommerce, ha aperto dal primo maggio succursali in Italia, Gran Bretagna, Germania e Spagna. E prossimamente anche in Francia. Adesso chi fa un acquisto riceve la fattura con indicato l’indirizzo della società a Milano e il numero di partita Iva.

Jeff Bezos, ceo di Amazon (foto Olycom)

Finora tutte le vendite venivano gestite dalla casa madre con base in Lussemburgo e fiscalità lussemburghese, cioè assai agevolata.

Adesso Amazon ha in Italia, così come negli altri Paesi elencati, quella che in gergo fiscale si chiama una «stabile organizzazione», che ha una rilevanza sul pagamento delle imposte dirette perché vengono corrisposte al Paese in cui si trova la succursale. La polemica dura da anni a livello internazionale e l’Ocse è al lavoro per trovare una soluzione. Di recente anche il governo italiano ha dichiarato guerra ai colossi dell’economia digitale – come appunto Amazon, Google, Facebook, Apple – per costringerli a pagare le tasse sul business effettivamente realizzato in Italia, imposte finora eluse. Il fatturato «italiano» di questi gruppi che operano via web è di circa 11 miliardi, ma pagano al Fisco meno di 10 milioni l’anno, ovvero meno dell’uno per mille. (…)

Amazon , prima tregua sulle tasse Apre succursali in Italia e altri Paesi Ue (Corriere della Sera, 26 maggio 2015)

Dal 1° maggio Amazon modifica le sue pratiche fiscali in Europa