29 maggio 2015 | 11:10

Un’altra ombra sul futuro dell’Unità: la polemica sul nuovo socio di maggioranza Pessina per l’ospedale di La Spezia

(Il Fatto Quotidiano) Un ospedale soltanto per curare i malati o anche per rianimare i sondaggi del centrosinistra? A La Spezia lo attendevano da decenni. Ed ecco che si compie il miracolo: la firma dell’appalro per la costruzione del nuovo ospedale del Felettino. Ma, appena diffusa la notizia, si accende la polemica. Primo, fanno notare gli avversari politici, la sigla da parte della regione di Claudio Burlando arriva a pochi giorni dalle elezioni regionali incertissime. Secondo, la gara ha visto la partecipazione di un solo concorrente. Terzo, l’unico partecipante, e quindi, vincitore è un raggruppamento di imprese che comprende Coopservice e gruppo Psc, ma è guidato dal gruppo Pessina. Quello che sta cercando di portare in porto il salvataggio dell’Unità.

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Un progetto all’ultimo grido che comprende dipartimento di emergenza, centro congressi, negozi e ristorante. Ai lati dell’atrio centrale due grandi cortili coltivati connetteranno l’edificio con il paesaggio. Ma a suscitare polemiche non è tanto il progetto architettonico, quanto quello politico. La società che dovrebbe riportare l’Unità in edicola a giugno è la Piesse che fa capo al 60% a Guido Stefanelli (ad del gruppo Pessina) e al 40% a Massimo Pessina, presidente del gruppo. (…)

La Spezia, l’ospedale ai salvatori dell’Unità (Il Fatto Quotidiano, 29 maggio 2015)