Protagonisti del mese

29 maggio 2015 | 12:10

Oltre la fusione

Il Foglio con la nuova direzione di Claudio Cerasa non ha esitato  a unire la produzione del giornale di carta a quella dell’on line.  “Siamo un giornale che esce ogni sei ore sul web e una volta al giorno nella sua forma cartacea”, spiega il direttore, che non  punta sull’informazione di flusso ma sulla qualità degli articoli per farsi pagare anche su Internet. Un modello di business da presentare ai possibili nuovi soci che si stanno cercando

Per lui pari sono e lo dichiara senza incertezze: “Da noi non esiste una redazione del web e una redazione del cartaceo”. A parlare è Piero Vietti, trentaduenne caporedattore del Foglio, dove cominciò a farsi le ossa quasi otto anni fa come stagista. “In quel tempo”, ricorda Vietti, “il sito consisteva in una pagina statica, con notizie brevi e un paio di rubriche”. Da allora Vietti non ha più mollato il sito che, anche sotto le sue mani è diventato ben altra cosa, fondendosi con il quotidiano di carta, interpretandone l’anima internettiana, alimentandolo e ricevendone alimento. Mentre le altre testate, comprensibilmente preoccupate a non provocare traumi ingestibili, si muovono con qualche cautela, Il Foglio non ha esitato. “Siamo oltre la fusione”, dice con candore e nessuna ingenuità, Claudio Cerasa, direttore dal 28 gennaio del quotidiano di Lungotevere Sanzio: “Siamo un giornale che esce ogni sei ore e una volta al giorno anche nella sua forma cartacea”.
La testata fondata da Giuliano Ferrara si affacciò sul banco delle edicole un piovoso martedì mattina di diciannove anni fa, il 30 gennaio 1996: un foglio, appunto, ma subito incandescente. Il giornale è rimasto di poche pagine, attraversando i marosi della politica, della crisi dell’editoria e dell’economia, delle battaglie non scorrette ma scorrettissime contro giustizialismo, aborto, resa nei confronti dell’Islam e, corrispettivamente, per una civiltà garantista, il riconoscimento del feto come persona, la difesa dei principi liberali e occidentali, eccetera eccetera.

L’articolo integrale è sul mensile Prima Comunicazione n. 461 – Maggio 2015