31 maggio 2015 | 18:10

Valter Mainetti a sorpresa insieme a Matteo Arpe tra i nuovi azionisti del Foglio

Si sta delineando in queste ore la nuova compagine azionaria del Foglio anche se sulle percentuali delle quote (il 40% andrebbe al fondo Sator di Matteo Arpe, un altro 40% a Valter Mainetti, presidente di Sorgente Group e il residuo 20% diviso tra Giuliano Ferrara e altri azionisti minori) gli avvocati e gli esperti stanno lavorando alacremente per chiudere la trattativa.

Valter Mainetti (foto Sorgente Group)

Valter Mainetti (foto Sorgente Group)

Se Matteo Arpe e ‘ un personaggio molto noto al mondo dell’informazione, dove peraltro ha deciso di investire con Sator come socio di maggioranza di News 3.0, di Mainetti non si sa poco o nulla pur essendo un importante protagonista della finanza immobiliare e del collezionismo d’arte.

La notizia che Valter Mainetti entri nella compagine societaria del Foglio ha destato qualche stupore e pochi riescono a capire le ragioni che hanno portato questo signore elegante, dalla cultura levigata (è, tra l’altro, professore di Finanza immobiliare alla facoltà di Economia dell’Università di Parma) e dalla passione per il collezionismo d’arte, che gia’ si era affacciato all’editoria con il sito on line Il Ghirlandaio, ad aderire alla proposta di Giuliano Ferrara di investire nel quotidiano.
Prima Comunicazione lo ha intervistato un anno fa nella sede romana di Sorgente Group, uno storico palazzo in Via del Tritone, e ci raccontò la sua storia e la sua filosofia
Erede di costruttori in Italia e negli Stati Uniti, Valter Mainetti è il fondatore di Sorgente Group che governa tre solide holding che si occupano di investimenti, finanza e gestione immobiliare: Sorgente Group Spa (Italia), Sorgente Group of America Corp. (Usa) e Sorgente Group International Holding Ltd (Gran Bretagna). Non solo. Insieme alla moglie Paola, presiede la Fondazione Sorgente Group che si occupa e preoccupa della tutela del patrimonio artistico e culturale italiano. Fondazione che possiede una ricca raccolta di antichità greche e romane, una pinacoteca con opere dal 1400 al 1700 e uno spettacolare assortimento di arte liberty. Tra le altre cose promuove la pubblicazione di libri di prestigio come quello dedicato al Flatiron Building di New York, il primo grattacielo al mondo costruito in acciaio e oggi di proprietà di uno dei fondi di Sorgente Group insieme ad altri gioielli di architettura come il Fine Arts Building di Los Angeles, la ex galleria Colonna (ora galleria Alberto Sordi) di Roma, immobili di pregio a Piazza Cordusio e Via Senato a Milano, mentre sul fronte alberghiero ci sono diversi Chateaux in Francia. Il patrimonio immobiliare posseduto dai fondi e dalle società controllate, sommato a quello gestito, supera – il dato è della fine del 2014 – i 5 miliardi di euro.
L’ingresso di Mainetti nella nuova società del Foglio puo’ soddisfare tutti: Arpe, che non deve accollarsi da solo tutti gli oneri e i rischi dell’impresa, Giuliano Ferrara che cosi’ non consegna il suo amato Foglio/figlio nelle mani di un unico editore, Mainetti che si trova al tavolo di un’impresa culturale e politica di un giornale molto attento anche agli scenari internazionali e voce ascoltata nei luoghi del potere nostrano grazie all’autorevolezza delle sue firme, a partire da quella di Giuliano Ferrara, e al buon rapporto di conoscenza con Matteo Renzi e del suo entourage, di cui Claudio Cerasa -da fine febbraio nuovo direttore – e’ stato ed e’ il piu’ attento cronista.
Il Foglio ha progetti editoriali molto chiari (come raccontiamo nel servizio sul numero in edicola di Prima Comunicazione a pag. 64 .): unire la produzione del giornale di carta a quella dell’on line, che “non punta sull’informazione di flusso ma sulla qualità’ degli articoli per farsi pagare anche su internet”, come spiega Cerasa che sta studiando tutte le strade praticabili per allargare i ricavi dell’editrice che a breve dovrà fare i conti con la fine dei finanziamenti pubblici all’editoria. E per quanto riguarda la politica? “A noi piacciono molto i leader che sanno funzionare, che non sono banali e che non sono fuffa”, dice il direttore. ” Se c’e’ qualche leader o partito capace di questo a prescindere da quale sia il suo collocamento, a noi interessa”.