Editoria

03 giugno 2015 | 15:58

Il bilancio 2014 della Casagit è in passivo: crescono i pensionati e le prestazioni specialistiche mentre scendono i giornalisti contrattualizzati

Casagit approva il bilancio 2014. Per la prima volta dopo sei anni si registra un disavanzo di 758 mila euro, “un passivo” rassicura la cassa integrativa dei giornalisti, “ampiamente garantito da una riserva tecnica superiore ai 35,5 milioni di euro”.

Daniele Cerrato

Daniele Cerrato, presidente Casagit

Il quadro non è comunque rassicurante per il calo dell’occupazione, l’abbassamento dei redditi e l’invecchiamento della popolazione, gli ultraottantenni sono 2.500 su un totale di 14.992 iscritti. Il bilancio è stato approvato dal cda e ratificato dall’assemblea nazionale dei delegati il 27 maggio all’unanimità.

“I dati più preoccupanti – sottolineano dal cda – sono legati alla diminuzione progressiva dei soci contrattualizzati e all’aumento della spesa sanitaria per prestazioni specialistiche (visite e accertamenti) che per la prima volta supera la spesa dei ricoveri. Solo grazie a circa 1.200 nuove adesioni ai profili Casagit 2, 3 e 4 la Cassa non è scivolata sotto alla soglia dei 50mila iscritti”.

Come rileva il presidente nella Daniele Cerrato nella relazione sul bilancio, “la tenuta dei conti della Casagit è merito di chi lavora con l’applicazione del contratto, procede stabilmente nel suo percorso lavorativo e di progressione di carriera. I contrattualizzati utilizzano dei contributi che versano alla Casagit poco più del 54%, i volontari sono intorno al 96%, i pensionati superano – fisiologicamente – il 180% rispetto a quanto versano, avendo però sostenuto la Cassa durante la precedente vita lavorativa.”

Complessivamente fa sapere la Cassa i rimborsi di prestazioni sanitarie hanno assorbito, per il Profilo 1 Casagit, il 90% dei contributi. Nel 2014 la spesa per prestazioni sanitarie è stata di 72,3 milioni di euro con un aumento del 2% rispetto all’anno precedente.

Un’altra ombra nello scenario dell’assistenza integrativa è rappresentato dal calo dei contributi da lavoro dipendente che non vengono pagati dalle aziende. I soldi mancanti ammontano a 6 milioni di euro. Si tratta di 330 aziende che non versano i contributi e di altre 360 che hanno chiuso e che risultano debitrici.

Casagit – il bilancio 2014 (.pdf)