Televisione

04 giugno 2015 | 12:37

Si chiude in commissione al Senato la discussione generale sul disegno di legge della Rai. Entro giugno il testo sarà in Aula

(ANSA) – Si è chiusa in Commissione Lavori e Pubblici e Comunicazioni del Senato la discussione generale sulla riforma della governance della Rai. Il termine per la presentazione degli emendamenti è stato fissato per domani alle 16.

Altero Matteoli (Olycom.it)

Secondo quanto si apprende, il presidente Altero Matteoli ha sottolineato la volontà di procedere nei tempi prefissati che prevedono per la prossima settimana di attendere il parere della Commissione Bilancio sugli emendamenti e per quella successiva di avviare le votazioni, con l’obiettivo di consegnare il testo all’aula prima della fine del mese per una rapida approvazione.

Nella riunione di questa mattina il sottosegretario allo Sviluppo Economico Antonello Giacomelli ha ribadito le aperture del governo a possibili miglioramenti del disegno di legge. Tra i nodi da affrontare i poteri dell’amministratore delegato, il ruolo del consiglio di amministrazione soprattutto in materia di nomine di direttori di testate e reti, la composizione del cda e i criteri di nomina dei suoi componenti. Richieste di modifica sono annunciate anche sulla delega al governo in materia di canone.

A chiudere la discussione sono stati i relatori Enrico Buemi (Psi) e Raffaele Ranucci (Pd), dopo la seduta di ieri nella quale Forza Italia, Movimento 5 Stelle e Sel hanno formulato diverse critiche, sia pure con accenti diversi, alla proposta governativa e il senatore Salvatore Margiotta (Gruppo Misto) è intervenuto in difesa del ddl. Le incognite riguardano soprattutto i tempi: per arrivare al rinnovo dei vertici della tv pubblica prima dell’estate, come vorrebbe il premier Renzi, occorre che il Senato approvi il testo al massimo a inizio luglio per lasciare alla Camera almeno tre-quattro settimane per un esame spedito. In ogni modo, anche in caso di slittamento a settembre – è la convinzione di molti senatori Pd – non si andrebbe al rinnovo con la legge Gasparri, ma si attenderebbe il via libera alla nuova normativa con l’attuale cda in regime di prorogatio. (ANSA, 4 maggio 2015)