04 giugno 2015 | 16:28

La seconda edizione del premio Parola d’impresa. In palio per le Pmi ci sono 500 mila euro di budget pubblicitario

Il premio “Parola d’impresa” replica. E’ stata presentata questa mattina a Milano nella sede di Assolombarda la nuova edizione che mette in palio 500 mila euro sotto forma di budget pubblicitario per le migliori campagne di comunicazione create dalle pmi.

parola d'impresa

La presentazione della seconda edizione di ‘Parola d’impresa’

Il premio è promosso da Piccola industria Confindustria, UPA – Utenti Pubblicità Associati, con il sostegno del Sole 24 Ore, in collaborazione con il mensile ‘L’Imprenditore e si rivolge alle piccole e medie imprese associate a Confindustria per promuovere “il miglior progetto di comunicazione pubblicitaria realizzato su carta stampata o new media” . In palio ci sono sei premi suddivisi in due settori: carta stampa e new media.

Ci si può iscrivere da oggi e fino al 4 settembre sul sito paroladimpresa.confindustria.it . I vincitori saranno problamati il 6 ottobre durante un’evento all’auditorium di palazzo Italia all’interno di Expo. A decidere una giuria tecnica e una giuria d’onore.

Alla presentazione del premio sono intervenuti Alberto Baban, presidente Piccola Industria Confindustria, Lorenzo Sassoli de Bianchi, presidente Upa, Ivan Ranza, direttore generale System 24 – Gruppo 24 Ore e Alvise Biffi, Presidente Piccola Impresa Assolombarda.

“Il Premio rappresenta un’iniziativa particolarmente meritevole perché stimola le PMI italiane a riflettere sulla qualità della propria comunicazione e le incoraggia a introdurre elementi di innovazione in una fondamentale funzione aziendale, dove le nostre imprese sono ancora in grave ritardo rispetto alle PMI europee” dichiara Baban in una nota.

“La pubblicità è innanzitutto un processo di creazione di valore”, aggiunge Lorenzo Sassoli de Bianchi “stimola la concorrenza motivando le imprese a differenziarsi mettendo in luce i tratti distintivi, e fa da propulsore del 20% del PIL. Le aziende che vogliono imparare a crescere devono quindi anche imparare a comunicare e ciò va fatto non improvvisando, con intelligenza strategica e capacità di selezione delle competenze associative disponibili sul mercato”.