Editoria

05 giugno 2015 | 10:38

Perquisizioni a La Voce di Romagna. L’ipotesi è di una truffa per 20 milioni di euro di contributi all’editoria

(ANSA) – Sono in corso da questa mattina delle perquisizioni nella sede del quotidiano ‘La Voce di Romagna’ e nelle aziende riconducibili all’amministratore unico Gianni Celli. L’operazione, condotta dalla Guardia di finanza di Rimini, rientra nell’indagine per truffa aggravata ai danni dello Stato a carico dello stesso Celli in quanto responsabile della ‘vecchia’ società, La voce Srl.

Secondo le indagini delle Fiamme gialle, coordinate dal sostituto procuratore Luca Bertuzzi, 20 milioni di contributi pubblici all’editoria ricevuti per dieci anni dal giornale, sarebbero stati stornati ad altre società riconducibili all’editore. Oggi i finanzieri hanno portato via materiale cartaceo e computer, ritenuti “materiale interessante ai fini dell’indagine”.

Recentemente, attraverso l’affitto di ramo d’azienda, è in corso un tentativo di salvataggio del quotidiano con il passaggio di parte dei giornalisti alle dipendenze della società subentrante. La procura, che deve dare un parere non vincolante, si è opposta in udienza davanti al tribunale civile alla richiesta di concordato in continuità presentato dalla società La Voce Srl che fino a qualche settimana fa, oltre a essere proprietaria della testata, editava l’omonimo quotidiano. Sulla decisione, peserebbe l’inchiesta penale sull’amministratore unico della società. (ANSA, 4 giugno 2015).