08 giugno 2015 | 15:31

Juventus, Andrea Agnelli: stagione sportiva e societaria straordinaria

di Giorgio Greco – Torino 8 giugno 2015 – La finale di Berlino, risultato a parte, e’ stato un altro tassello della crescita sportiva e societaria della Juventus. L’ha sottolineato Andrea Agnelli nel corso della conferenza stampa di consuntivo della stagione 2014-2015.

Andrea Agnelli (foto Olycom)

Andrea Agnelli, presidente della Juventus (foto Olycom)

«Siamo estremamente orgogliosi> ha detto il presidente bianconero, aggiungendo che due giorni dopo la sfida persa col Barcellona, prova sensazioni miste: <e’ chiaro che una finale di Champions si gioca per vincere, come qualsiasi partita, ma credo che questa partita ci dica che la nostra dimensione europea sia tornata ad essere quella che tutti auspicavamo. È vero, oggi abbiamo il maggior numero di finali perse, ma intanto ci siamo arrivati e non è per la gara dell’altro ieri che ci si deve rammaricare. Ce ne sono state altre, come quella di Manchester, quella di Atene, quella di Monaco, che ci hanno lasciato l’amaro in bocca, mentre la prestazione della squadra a Berlino – ha sostenuto – penso sia un ottimo punto di partenza per il futuro». Agnelli si e’ quindi soffermato sulla strategia e le conseguenti scelte, che sono alla base dei successi in campo e fuori. Quando si parla di un club calcistico di solito si distingue – ha detto – tra società, allenatore e squadra, come se si trattasse di tre entità distinte. Alla Juventus invece sono un tutt’uno, tutti sono utili e nessuno è indispensabile. Questo ha fatto la differenza e il lavoro svolto fino ad oggi, con il pieno supporto di mio cugino John, ci ha permesso di raggiungere, nella stagione 2013/14 un fatturato di 315 milioni di Euro che ci permette di affrontare le grandi potenze europee sul campo>.

Per Andrea Agnelli ora bisogna saper gestire bene questa “potenza di fuoco”. Ma su questo punto e’ parso avere pochi dubbi. <la Juve ci è riuscita egregiamente, vivendo un’altra stagione di successo si può considerare tale – ha rilevato – in base al numero di coppe alzate, ma piuttosto se si arriva a primavera ad essere competitivi su tutti i fronti>. L’obiettivo rimane quello di vincere ogni competizione (“è il nostro DNA e non verrà mai meno”) ma qil giudizio da dare su chi lavora per la Juventus e’ legato anche a valutazioni diverse, a partire dal raggiungimento degli obiettivi del piano industriale. E’stato fatto un lavoro eccellente, con l’accordo con Adidas, il rinnovo di quello con Jeep e il più recente, su base regionale, stretto in Messico con Tecate. Ho il privilegio – ha spiegato – di guidare un vero e proprio gruppo di leader e ringrazio tutti gli uomini e tutte le donne della Juve che ci hanno permesso di raggiungere questi risultati e che da ieri sono al lavoro per continuare a raggiungere nuovi successi». Andrea Agnelli ha ringraziamento pubblicamente per il loro apporto a questa stagione (“stra-or-di-na-ria,” ha sillabato) i responsabili della parte tecnica, da Giuseppe Marotta a Fabio Paratici da Pavel Nedved al nuovo allenatore Massimiliano Allegri (<per il coraggio dimostrato nell’accettare la Juve in quel momento storico, in cui la guida tecnica era sottoposta a una pressione enorme>.). Estendendo il ringraziamento all’amministratore delegato e Chief Financial Officer Aldo Mazzia, cui fanno capo tutti i servizi, la direzione Real Estate e lo sviluppo dell’area della Continassa (<dovrebbe essere inaugurata tra tre anni e ci permetterà di creare in questa zona un mondo Juventus e a Vinovo una vera Academy>), e allo Chief Revenue Officer, Francesco Calvo, cui fanno capo tutti i settori che devono generare ricavi e sono quotidianamente impegnate in attività che ci hanno permesso di fare il salto di qualità.