09 giugno 2015 | 13:17

La sfida di Netflix al mercato tv italiano: neutralità della rete e banda larga. L’abbonamento costerà 7,99 euro al mese

(Wired) «La nostra filosofia», rivela, «è come la cucina italiana: usiamo pochi ingredienti e li usiamo bene». Così è anche Netflix, semplice: non ci sono pacchetti, non ci sono distinzioni. Con un solo abbonamento mensile si accede a migliaia di serie tv, film e documentari, in streaming, senza limiti di quantità, senza pubblicità. I prezzi per l’Italia sono ancora da definire, ma «saranno comunque in linea con quelli degli altri paesi europei». Parliamo, quindi, di 7,99 euro al mese, tutto incluso.

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Reed Hastings

Reed Hastings, cofondatore e ceo di Netflix

A ottobre, finalmente, sarà anche il momento dell’Italia, in ritardo anche rispetto a Groenlandia, Haiti e Cuba. Sì, Cuba. Come abbiamo fatto ad arrivare dopo Cuba? Due, i motivi principali: catalogo e banda larga. Tra i due, il primo è il meno importante, perché il modello di lancio di Netflix nei nuovi paesi è sempre lo stesso: 80% di contenuti di provenienza americana e 20% di contenuti locali, anche autoprodotti. Da questo punto di vista, a favore di Cuba ha giocato la geografia: «Avevamo già i diritti per i Caraibi e una volta che Washington ha tolto l’embargo siamo partiti», dice Hastings, lasciando svolazzare nell’aria la portata storica dell’annuncio. Per l’Italia, invece, a quasi cinque mesi dal lancio non c’è ancora una lista ufficiale dei programmi che saranno disponibili sulla piattaforma. Sappiamo solo che tutte le nuove produzioni di Netflix saranno incluse, da Daredevil a Bloodline, fino a Sense8. Di Orange is th New Black Netflix avrà le repliche, dopo l’anteprima su Mediaset Premium, mentre non ci sarà House ofCards, prodotta dall’azienda di Hastings, ma i cui diritti italiani sono stati acquisiti da Sky Atlantic.

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Le produzioni sono la chiave per quella che Hastings ritiene una vera rivoluzione della televisione come l’abbiamo sempre intesa. «Per 50 anni abbiamo avuto la tv lineare, ma ogni cosa ha il suo tempo e prima o poi viene sostituita». Hastings fa due esempi. Negli anni ’90 il fax sembrava un miracolo, ma poi è stato rimpiazzato dal digitale. Anche il telefono fisso ha avuto un impatto enorme, ma è tramontato con l’affermarsi dei cellulari. L’internet television cambierà il modo di pensare i programmi e di guardarli. «La tv del futuro sarà un grande iPad: uno schermo connesso in cui i canali saranno rimpiazzati dalle applicazioni». Per vedere le nuove serie prodotte in 4K, come anche il prossimo Mondiale di calcio, basta una connessione a 25 megabit al secondo, mentre i televisori UltraHD sono appena arrivati e ancora molto costosi. Nel frattempo Netflix sta già lavorando allo standard successivo: l’Hdr, High Dynamic Range, per rendere i colori molto più saturi e brillanti. (…)

La mia Netflix romperà la tv (Wired, 9 giugno 2015)