TLC

09 giugno 2015 | 14:51

La banda ultralarga potrà passare dalle infrastrutture di luce, gas, acqua, fognatura, rete ferroviaria, stradale e dagli aeroporti. La proposta del governo

(ANSA) -Le nuove reti per la banda ultralarga di tlc passeranno anche per le infrastrutture di luce, gas, acqua e fognature, ma anche per reti ferroviarie, strade e aeroporti. E’ quanto prevede la bozza del dl sul network 4G, che chiama le “imprese che forniscono un’infrastruttura fisica” a concederne l’accesso “agli operatori di reti di comunicazione elettronica”.

Antonello Giacomelli

Antonello Giacomelli, sottosegretario allo Sviluppo economico con delega alle comunicazioni

“Le imprese che forniscono un’infrastruttura fisica destinata alla prestazione di un servizio di produzione, trasporto o distribuzione di gas, elettricità, teleriscaldamento, pubblica illuminazione e impianti semaforici”, ma anche relativi al comparto dell’ “acqua, inclusi le fognature e gli impianti di trattamento delle acque reflue e sistemi di drenaggio”, nonché “i servizi di trasporto, compresi ferrovie, strade, porti e aeroporti, anche se concessionari pubblici o privati, concedono l’accesso alla propria infrastruttura fisica agli operatori di reti di comunicazione elettronica, che ne facciano richiesta scritta, per l’installazione di elementi di reti di comunicazioni elettronica” per la banda larga ad una velocità di almeno 30 MegaByte al secondo.

L’operatore può rifiutare l’accesso in caso di “inidoneità tecnica dell’infrastruttura”, della “assenza di spazio per ospitare” la nuova rete, per “ragioni di sicurezza e sanità pubblica”, per “assicurare l’integrità e la sicurezza delle reti” e per “il rischio di gravi interferenze” nei servizi di comunicazione.

L’operatore ha due mesi di tempo per opporre il rifiuto e in questo caso, così come in mancato accordo sui termini per l’accesso (che deve essere “consentito a condizioni eque e ragionevoli, anche riguardo al prezzo”, recita il testo), è facoltà delle parti rivolgersi all’Autorità di settore, che ha due mesi di tempo per adottare una decisione vincolante. All’Autorità spetta anche la determinazione del prezzo di accesso, che deve essere tale da “permettere all’operatore di rete che consente l’accesso di recuperare i propri maggiori costi di esercizio e manutenzione”.(ANSA, 9 giugno 2015).