09 giugno 2015 | 16:22

“Per gli editori ‘News’ è l’annuncio più importante che ha fatto Apple dal 2011″. L’analisi di NiemanLab sulla nuova app che aggrega le notizie

di Laura Preite – Per NiemanLab l’annuncio di Apple di una nuova app per le news è “la più grande notizia da Apple per gli editori dal 2011″. ‘News’, questo il nome, sarà disponibile a partire dall’autunno, ha annunciato ieri Apple nella conferenza degli sviluppatori a San Francisco, inizialmente solo negli Stati Uniti, Gran Bretagna e Australia.

Susan Prescott

Susan Prescott, vicepresident of product marketing Apple durante la presentazione di News (foto Recode.net)

L’accordo chiuso con gli editori comprende 53 testate di lingua inglese, quotidiani e periodici, che spaziano dalla cronaca, alla politica interna ed estera, al lifestyle e al gossip. L’app e le news saranno gratuite.

“Quanto è importante questo accordo? – si domanda Joshua Benton su NiemanLab -. Da una parte anche una piccola novità, come l’app per podcast di iOS8 può portare a cambiamenti significativi nel comportamento degli utenti. Dall’altra, chi è interessato a leggere le news sul proprio telefono potrebbe aver già sviluppato abitudini difficili da cambiare: ci sono Facebook, Twitter, Flipboard…Anche se è facile immaginare un comportamento più variabile di un utente entusista del design della nuova app, della varietà delle fonti ed articoli e dalla facilità d’uso”.

How big a deal is this? On one hand, small Apple moves — like, say, including the Podcasts app by default in iOS 8 — can sometimes lead to significant shifts in user behavior. On the other hand, people interested in news on phones likely already have habits they may be slow to change — Facebook people, Twitter people, Flipboard people, and so on. Still, it’s easy to imagine a more casual sort of news consumer being excited by the lovely layouts, cross-brand sourcing, and ease of use.

L’app infatti sarà già presente su iphone e ipad e sostituirà Newsstand, che finora conteneva le news delle singole testate e che ora andrà in pensione. Con il nuovo formato, simile nell’architettura a Flipboard, si potranno personalizzare layout, caratteri, foto gallery, video e animazioni in più device contemporaneamente. Inoltre, capirà gusti e preferenze in modo da creare un menu basato sulle preferenze di lettura.

News apple

L’anteprima di News

Per NiemanLab la scelta di Apple di creare News è un “segno dei tempi, il 2015 è davvero l’anno della distribuzione dei contenuti”, “non sono solo i social come Facebook o Snapchat ad essere interessati sono anche i produttori di device e piattaforme ad essere della partita, le singole app delle testate non sono più le principali fonti di informazione per i lettori, sono materiale grezzo per più grandi sistemi. La perdita di potere per gli editori è ovvia, i benefici potenziali sono invece per la maggior parte da capire”.

It’s another sign that 2015 really is the Year of Distributed Content. It’s not just social platforms like Facebook and Snapchat that are interested in taking in your content — it’s also the device platforms they themselves squat on. There’s no guarantee Apple News will be a big hit; Google Currents, probably the closest analog up to now, was a flop. But the broader narrative is clear: Individual news apps and individual news brands aren’t the primary point of contact with news any more. They’re raw material, feeding into broader platforms. The loss of power for publishers in that exchange is obvious; the potential benefits remain mostly undiscovered.

Sembra però che l’ago della bilancia questa volta pesi un po’ più a favore degli editori, di quanto non sia stato finora, su altre piattaforme come Facebook: il 100% dei profitti derivanti dalla pubblicità che le testate venderanno direttamente e il 70% di quelli venduti attraverso la piattaforma di advertising iAd andrà agli editori.

There’s also monetization built in, via Apple’s ad platform iAd: “Earn 100% of the revenue from ads you sell, and 70% when iAd sells ads for you. iAd provides campaign management, targeting and reporting capabilities that help drive your business.” This will likely serve as a nice upsell for premium publishers, though I suspect all but the biggest publishers will rely on Apple to do the selling. (And Apple is no Facebook when it comes to ad sales; your CPMs are unlikely to inspire.)

For news organizations, this was the most important set of Apple announcements in years (NiemanLab, 8 giugno 2015)