10 giugno 2015 | 13:12

Si avvia la riforma dell’Inpgi, si discute dell’aumento dei requisiti. Attualmente bastano 57 anni e 35 di contributi

(Il Sole 24 Ore) Inpgi, l’ente di previdenza dei giornalisti, rompe gli indugi e parla pubblicamente della necessità di una riforma. Un’accelerazione giustificata da un bilancio tecnico di previsione che dovrà essere approvato entro l’anno per obbligo di legge.

Andrea Camporese

Andrea Camporese, presidente dell’Inpgi

Ieri, per presentare le possibili leve su cui intervenire, il presidente dell’ente previdenziale Andrea Camporese ha incontrato il sindacato di categoria e la Federazione nazionale degli editori ( Fnsi e Fieg ). L’incontro è stato interlocutorio e non è stata fornita documentazione scritta. Tra le ipotesi ventilate, ci sarebbe un aumento del contributo pari allo 0,50 per i giornalisti e allo 0,53 per gli editori (questi ultimi però dovrebbero continuare a versare il contributo per gli ammortizzatori dell’1% anche oltre il 2016): attualmente l’aliquota contributiva totale è del 36,33%, incluso Tfr e ammortizzatori, e di questa l’8,79% è a carico dei giornalisti. C’è poi la pensione di anzianità. L’Inpgi ne eroga attualmente 1.632 (erano 795 nel 2007) e oggi si può ottenere con 57 anni di età e 35 di contributi. La proposta, a quanto risulta,è di alzarla almenoa 62 anni (l’anticipata Inps richiede 41 annie sei mesi per le donne e 42 e sei per gli uomini). Altri possibili interventi evocati sono relativi alle pensioni di reversibilità ed è stato ipotizzato un possibile contributo di solidarietà sulle pensioni. (…)

Inpgi avvia i cantieri della riforma, Il Sole 24 Ore, 10 giugno 2015