16 giugno 2015 | 17:44

Telecom Italia: domani l’ultimo Cda di Telco per lo scioglimento dell’accordo tra i soci

(MF-DJ) Ottenute pochi giorni fa le ultime autorizzazioni dalle autorità antitrust argentine, si avvia verso lo scioglimento l’accordo tra i soci Telco, holding a cui fa capo il 22,3% del capitale di Telecom Italia e che è partecipata da Telefonica, Generali Ass., Intesa Sanpaolo e Mediobanca.

Marco Patuano, ad di Telecom Italia

Marco Patuano, ad di Telecom Italia

Sarà proprio la merchant bank di piazzetta Cuccia, come di consueto, a ospitare domani mattina l’ultimo Cda della scatola di partecipazioni. All’ordine del giorno della riunione del board ci sono una serie di formalità da espletare, come l’approvazione del bilancio al 30 aprile scorso e la presa d’atto dell’azzeramento delle condizioni sospensive previste per procedere alla liquidazione della società. Verrà inoltre dato mandato al presidente di Telco – il responsabile delle partecipazioni di Mediobanca, Clemente Rebecchini – per procedere all’atto di scissione pro quota tra i soci del veicolo, atto che dovrà essere formalizzato al cospetto di un notaio. Quest’ultimo passaggio, secondo quanto si apprende, potrebbe avvenire già nel corso della giornata di domani.

L’ultimo step prima che i soci finanziari italiani e la società di tlc spagnola possano disporre liberamente delle rispettive quote è attendere l’iscrizione dell’atto di scissione al Registro delle Imprese, passaggio che dovrebbe avvenire entro 2-3 giorni dalla firma dell’atto notarile che sancirà la fine dell’avventura condivisa in Telecom.

Mediobanca e Intesa Sanpaolo hanno messo nero su bianco a chiare lettere nei rispettivi piani industriali la volontà di uscire da partite non core (Telco è di fatto iscritta per entrambe tra gli asset classificati come afs, vale a dire pronti per la vendita). I vertici dei due istituti hanno peraltro ribadito anche in tempi recenti la volontà di uscire dalla partita delle tlc in tempi stretti, quando rientreranno materialmente in possesso delle rispettive quote, pari per entrambe all’1,6% che ai corsi attuali hanno un valore attorno a 340 milioni di euro. Al contrario pochi giorni fa, nel corso di una conference call, il cfo delle Generali Alberto Minali ha dichiarato che la compagnia triestina farà tutte le valutazioni del caso quando tornerà in possesso delle azioni, pari al 4,32% del capitale ordinario di Telecom. Non è quindi esclusa a priori la possibilitá che il Leone rimanga – almeno per il momento e più a lungo degli altri due storici soci italiani – nell’azionariato dell’incumbent delle tlc.

Da parte sua Telefonica, primo azionista di Telco, ha giá messo negli scorsi mesi una parte della propria quota a servizio di un bond convertibile, mentre la restante parte della partecipazione – pari all’8,5% di Telecom – verrá ceduta a Vivendi come parziale saldo dell’operazione che ha portato gli spagnoli a rilevare da quest’ultima la controllata brasiliana Gvt, destinata alle nozze con Vivo. (MF-DJ, 16 giugno 2015)