22 giugno 2015 | 18:10

BPM restituisce a Milano la Chiesa di San Maurizio

4.000 metri quadri di affreschi oscurati dal tempo e dall’incuria tornati alla luce.  BPM, nell’anno dei suoi 150 anni, restituisce a Milano la Chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore con i suoi affreschi, considerati una delle testimonianze più importanti della pittura lombarda del ’500.

Nella foto, da sinistra: Paola Zanolini, Mons. Erminio De Scalzi, Dino Piero Giarda, Giuliano Pisapia e Giuseppe Castagna

Un impegno che ha coinvolto la Banca per quasi 20 anni, fin dal 1997, portandola a investire nell’impresa più di 4 milioni di euro. Il progetto di restauro parte da lontano, da una donazione fatta anonimamente nel 1985, ma l’intervento di BPM risale al 1997 con la spinta dell’allora presidente Francesco Cesarini. La sponsorizzazione resta silenziosa fino al 2014, quando, in accordo con le autorità ecclesiastiche la Chiesa viene ‘vestita’ con pannelli che raccontano l’impegno dell’istituto di credito.
Il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, intervenuto alla presentazione, insieme a Monsignor De Scalzi, Giuseppe Castagna e Dino Piero Giarda, rispettivamente Consigliere Delegato e Presidente del Consiglio di Sorveglianza di BPM, e a Paola Zanolini del Centro di Restauro Zanolini Paola – Ravenna Ida, ha definito il restauro un importante segno di milanesità, che “riesce a mettere insieme diversi interessi e diverse realtà, dal Comune alla Curia, per realizzare cose positive”.
Dello stesso avviso Giuseppe Castagna, consigliere delegato della banca, che si augura che l’esempio di BPM possa essere seguito da altre società per impegnarsi in importanti progetti di riqualifica di Milano, con ovvi benefici di immagine.
Un ringraziamento ai volontari del Touring Club Italiano che permettono le visite alla parte della clausura della chiesa di San Maurizio. Grazie al loro impegno, in nove anni, dal 2005 a oggi, hanno visitato la chiesa più di 900mila persone.