23 giugno 2015 | 10:05

Da oggi Il Fatto Quotidiano riorganizza grafica e contenuti. Marco Travaglio: linguaggio meno gridato e selezione più ragionata delle notizie (VIDEO)

Il vicedirettore del fatto Quotidiano Stefano Feltri racconta ai lettori i cambiamenti nell’impaginazione e nella filosofia del nuovo giornale, da oggi in edicola con la nuova grafica. 

Il Fatto Quotidiano da oggi in edicola è tutto nuovo. Come ha spiegato il direttore Marco Travaglio, l’obiettivo è quello di offrire ai lettori un “giornale Tom tom” che li guidi attraverso le notizie evitando di far perdere loro tempo con quello che già hanno sentito in tv e letto su Internet ma offrendo sempre una prospettiva e notizie inedite su cui soffermarsi. Le novità sono di forma, nella nuova grafica elegante di Fabio Corsi che conserva lo spirito di quella creata da Paolo Residori rinnovandola. Ma la forma, in editoria e non solo, è anche sostanza.

Ecco quindi una breve guida alle novità del Fatto in edicola da oggi:

COMMENTI AL CENTRO. Nel paginone centrale del giornale troverete sempre la pagina delle lettere, dove si alternano Furio Colombo e Antonio Padellaro nel rispondere ai lettori, e i commenti e le rubriche delle firme del Fatto. Abbiamo deciso di spostarla nel cuore dello sfoglio invece che lasciarla, com’era sempre stato, in coda per due ragioni. La prima è che il Fatto è nato come una comunità di lettori, quindi è giusto dare maggiore risalto alle loro idee (anzi: scriveteci di più a lettere@ilfattoquotidiano.it). La seconda è che in quest’epoca di idee deboli, i punti di vista liberi e provocatori che il Fatto vuole offrirvi son importanti almeno quanto le notizie.

NUOVI SOPPALCHI. Il Fatto ha sempre avuto una fascia di notizie sopra agli articoli che viene ripensata. Prima di immergervi nella pagina, là in cima troverete le nostre rubriche: dai Lecca Lecca ai Complimenti di Gianni Boncompagni agli Sberleffi. Oppure notizie in breve che non richiedono grande spazio ma hanno bisogno di una posizione che le renda immediatamente visibili. Oltre a rendere la fascia alta del giornale più interessante, la pagina sarà più libera, per avere foto più grandi, infografiche, schede.

LA GUIDA ALLA LETTURA. Ormai quasi nessuno compra più il giornale tutti i giorni (tranne i nostri abbonati: grazie!, magari provatelo anche in digitale sulla App) quindi è normale perdersi qualche puntata. E spesso la lettura degli articoli diventa ostica se non si padroneggia già la materia. Per questo abbiamo deciso di abbinare ai testi anche delle schede che accompagnino il lettore: la biografia dell’intervistato, le tappe della vicenda, le biografie dei protagonisti…

I SEGNALI STRADALI. Sia nella cronaca che negli esteri troverete delle linguette colorate che vi indicheranno di quale città o Paese stiamo parlando. Leggere il giornale deve essere (anche) rilassante, vogliamo aiutarvi in tutto. Per questo, per esempio, nelle pagine in cui si parla di scuola ci sarà scritto “scuola”. Così troverete subito quello che cercate.

LA SELEZIONE. Abbiamo 20 pagine, quando va bene 24. Sappiamo che non possiamo raccontarvi tutto, per quello c’è il web e il nostro sito ilfattoquotidiano.it che non conoscono limiti. Invece che provare a comprimere la giornata, le idee e le inchieste nella nostra gabbia di carta, vi vogliamo dare una selezione più ragionata, dove i pezzi hanno la giusta misura. Brevi quelli di cronaca, che servono a riassumere e spiegare fatti di cui magari avete già sentito parlare al telegiornale o sui siti. Più lunghi e articolati, invece, gli articoli di racconto e di analisi, dove prendersi il giusto spazio è necessario per spiegare, raccontare, rivelare. Gli spazi del giornale, come potrete vedere, sono cambiati, diventando più razionali. Questo ci causerà qualche tensione con i colleghi e i collaboratori che chiedono sempre 500 battute in più perché proprio non ci stanno, ma speriamo che voi lettori invece apprezziate.

MENO TV. A qualcuno potrà non piacere, ma abbiamo deciso di togliere la pagina dei programmi televisivi e le rubriche fisse sulla televisione. Di tv ovviamente continueremo a occuparci, con i nostri critici e le nostre polemiche, ma ci sembrava giusto prendere atto della fine di un’epoca. La televisione è sempre importante, ma le cose non succedono più soltanto lì dentro. Ci sono i social, lo streaming e tutto il resto. E per raccontarlo ci serviva spazio.

CORSIVI E ANALISI. Noterete che la distinzione tra notizie e opinioni diventa molto più marcata. Quando trovate un articolo di cronaca lo riconoscerete subito. E altrettanto quando vi imbatterete in un commento: ci saranno colonne verticali di analisi con un fondo giallo che saranno immediatamente riconoscibili. E i corsivi saranno – come il nome suggerisce – in corsivo. Le opinioni sono importanti ma è giusto che siano ben distinte dalla cronaca.

I COLORI. Per anni abbiamo giocato molto con i titoli, usando spesso il rosso (e talvolta anche cose più creative) per sottolineare una parola o strizzare l’occhio al letture, alludendo a quello che non potevamo scrivere esplicitamente. Adesso si cambia, i titoli saranno tutti in nero, magari talvolta in neretto, così, per accentuare, ma senza rischiare di fare un giornale arcobaleno. Anche i box colorati saranno sostituiti da un’unica tonalità che, come spiega il nostro grafico Fabio Corsi, pare si chiami “tortora”. Per dare ordine.

IL LUNEDI’. Cambia il numero del lunedì, che in questi anni è stato un po’ “il settimanale” del Fatto Quotidiano con inchieste e racconti. Abbiamo deciso di superare questa separazione – che era anche grafica – tra il Fatto del lunedì e gli altri numeri della settimana. Dal 29 giugno quindi lo potrete scoprire molto rinnovato. Lo stesso Fatto degli altri giorni, ma con rubriche e pagine nuove e una lunga serie di sorprese che per ora non vi riveliamo.

RIPRODUZIONE RISERVATA. Noterete che in fondo agli articoli compare la formula, ormai diffusa in tanti giornali, “riproduzione riservata”. Serve a darci un maggiore controllo sul nostro lavoro: il Fatto Quotidiano di carta, a differenza di quello web che conta sulla pubblicità, vive vendendo contenuti. Questo significa che chi li riproduce senza la nostra autorizzazione li sta rubando e sta danneggiando il modello di business di un giornale che, evidentemente, trova interessante. Succede spesso che decidiamo di diffondere sul web qualche nostra inchiesta, ma lo facciamo da Ilfattoquodiano.it, non dai blog personali di qualche lettore o da altri siti che fanno traffico appropriandosi del lavoro altrui. Ci sono tanti modi per leggere il Fatto di carta, si può comprarlo in edicola, scaricarlo sullo smarphone o sul tablet, presto potrete guardarlo anche dal Pc con una web app. Ma piratare i suoi contenuti è vietato o presto o tardi verranno a mancare i ricavi che servono a garantire la produzione delle nostre notizie e delle nostre inchieste.

 

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La presentazione del direttore Marco Travaglio del 22.6.2015

Da martedì 23 giugno non perdetevi il Fatto Quotidiano. Alla prima occhiata, stenterete a riconoscerlo: abbiamo deciso di cambiare la grafica con un nuovo progetto del nostro Fabio Corsi, che mantiene lo spirito di quella disegnata in origine da Paolo Residori, ma la aggiorna ai tempi che cambiano e alle nuove esigenze che – nella ricerca di mercato e in tante lettere e email – voi lettori ci avete rappresentato.

Ci avete chiesto un giornale meno urlato e più agile, ordinato, sintetico e leggibile (anche per le dimensioni dei caratteri). Il Fatto resta il Fatto, con i suoi principi ispiratori e le sue battaglie che il nostro primo direttore Antonio Padellaro ha incarnato alla perfezione e continua a rappresentare con la sua presenza quotidiana. L’intransigenza e lo stile critico e scanzonato insieme sono la nostra forza e non vi rinunceremo mai. Ma la politica è sempre meno centrale nella nostra vita e dobbiamo prenderne atto, uscendo sempre più dal Palazzo e aprendoci a ciò che di nuovo ci offre la società. Sperimentando – se ci riusciremo – un linguaggio meno gridato: per dire le stesse cose, con lo stesso rigore, ma in forma più serena. Per questo ci stiamo arricchendo di nuove firme e di nuove rubriche. Dedicheremo più spazio alla cronaca dalle città, alle analisi, ai commenti, ai confronti di idee, al costume, andando a cercare quei personaggi nuovi e positivi che incredibilmente ancora popolano quest’Italia ripiegata su se stessa.

La politica sarà sempre al centro dell’attenzione, ma solo quando avrà un’incidenza sulla nostra vita: le chiacchiere politichesi e i finti retroscena (in un panorama dov’è sparita persino la scena) non fanno per noi. Le pagine dei commenti e delle lettere avanzeranno al centro del giornale, per dare più valore a quello che voi lettori avete da dirci e a quello che noi giornalisti vogliamo comunicarvi. I fatti saranno ancor meglio separati dalle opinioni, col ritorno del carattere corsivo e con altre soluzioni grafiche (e infografiche) che scoprirete strada facendo. Molti lettori, soprattutto quelli saltuari, ci chiedono di guidarli alla lettura, senza dare nulla per scontato e aiutando anche chi si accosta al Fatto per la prima volta a sentirsi a casa propria, per sapere e capire subito ciò che è importante, anzi indispensabile. Il nostro sarà un giornale-Tomtom, una specie di navigatore satellitare quotidiano per consentire a chi sale a bordo all’improvviso di trovare subito la strada. La nostra speranza è che quel gesto bellissimo ma sempre più problematico di uscire di casa e di andare in edicola a comprare il “nostro” giornale diventi contagioso: noi non ci rassegniamo a quella che troppo pigramente è stata definita “la crisi della carta”. I nuovi lettori andremo a cercarli uno per uno, anche con incontri nelle città, nelle scuole, nelle università, presso le tante associazioni che ravvivano l’Italia.

E qualche vecchio lettore che s’è perso per strada magari ritroverà gli stimoli perduti per tornare a leggerci. Aiutateci a passare parola a tutti quelli che vogliono un’informazione libera (il nostro slogan è “L’indipendenza dà dipendenza”). Ma soprattutto scriveteci quello che vi piace e quello che non va. Il cantiere è aperto. A tutti.