23 giugno 2015 | 13:06

Shazam conquista anche le immagini

(Wired) Shazam è nata inizialmente per dirti il nome dell’ultima hit sentita in radio o in discoeca, si è ‘evoluta’ alla televisione con la funzione Shazam for tv riconoscendo spot pubblicitari e, almeno negli Stati Uniti, i programmi tv. Ora fa un passo avanti: arriva il riconoscimento visuale.
Come sottolinea l’articolo di Wired, la nuova funzione, disponibile già dal 1° giugno, utilizza lo stesso algoritmo del riconoscimento di segnali audio con diverse varianti.

Da tempo ormai Shazam ha trasceso i suoi confini di piattaforma per il riconoscimento musicale: dopo essere partita dalle canzoni, dal 2009 la funzione Shazam for Tv reagisce agli spot televisivi creati appositamente, portando gli utenti su pagine di approfondimento del prodotto pubblicizzato; dal 2012, almeno negli Usa, riconosce i programmi della maggioranza dei network televisivi.

E mentre nel frattempo i rivali di Soundhound si sono concentrati ad affinare l’udito della loro app per tirarne fuori un assistente vocale di nuova generazione, Shazam sta passando dall’ascoltare al vedere: grazie a diverse varianti degli algoritmi usati per riconoscere i segnali audio con il microfono, Shazam ora può iniziare a riconoscere le immagini inquadrate con la fotocamera.

La funzionalità, sviluppata in collaborazione con Digimarc, è disponibile dal 1 giugno con l’ultimo aggiornamento. Per Shazam, lo scopo finale è quello di un utilizzo organico: col tempo, ingrandendo il database e facendo leva su un utilizzo sempre più diffuso, l’app potrebbe in futuro arrivare a riconoscere oggetti, cd e libri, sulla falsariga di quanto sta provando a fare Amazon con il suo servizio Firefly. Al momento, però, lo scenario in cui vedremo impiegata la nuova tecnologia è quello pubblicitario.

Come ci racconta Filippo Vizzotto di Mobvious (concessionaria in esclusiva di Shazam per l’Italia), le potenzialità del riconoscimento visuale dell’app sono state mostrate in anteprima negli Stati Untiti, con la pubblicità del film Disney Tomorrowland stampata in un’edizione speciale su una pagina del New York Times. Inquadrando la pagina, l’app porta a un sito internet messo in piedi dalla casa di Topolino, che contiene video e altri materiali.

L’algoritmo però non è limitato alle sole riviste: dai cartelloni ai mezzi di trasporto passando per le stesse confezioni dei prodotti, tutto ciò che è visibile dalla fotocamera può diventare una porta d’accesso a contenuti e approfondimenti online. In modo simile a come avviene con i QR code, ma senza l’ingombro del codice: “una soluzione che apre nuove opportunità a soggetti che hanno sempre preferito fare pubblicità su media stampati a scapito di tv e radio”, spiega Vizzotto.

Shazam ora riconosce anche le immagini, 12 giugno 2015