23 giugno 2015 | 17:22

Le linee guida del testo sulla diffamazione a mezzo stampa presentato alla Camera

“Abbiamo fatto un buon lavoro in commissione. Adesso in aula c’è la possibilità di presentare emendamenti migliorativi. Ovviamente il testo licenziato dalla commissione Giustizia non preclude la possibilità che l’aula, sovrana, possa chiedere cambiamenti ulteriori”. Così Walter Verini, relatore della proposta di legge sulla diffamazione ha detto a Repubblica.it, commentando il testo presentato ieri alla Camera 

Walter Verini (foto Olycom)

e chiarendo alcuni punti che avevano sollevato perplessità soprattutto da parte delle associazioni di categoria, Odg e Fnsi in testa. Oggi alle 15 l’inizio della votazione delle proposte di modifica per arrivare al via libera dell’assemblea entro questa settimana. La proposta di legge poi dovrà tornare al Senato per l’ok finale.

Ieri presentando il testo, Verini lo aveva definito “incisivo, innovativo ed equilibrato” e aveva sottolineato come questo arrivi “in un momento difficile per la stampa come contributo non solo legislativo ma anche civile, tutelando i cittadini perbene e incoraggiando la piena libertà di giornalisti e giornali”.
Via il carcere, ma multe fino a 50 mila euro per il giornalista che ha diffamato. Multe che, sottolineano su Repubblica.it, anche se pagate, non metteranno “direttore ed editori al riparo da eventuali e successive di richieste di risarcimento. Col possibile risultato di voler chiedere ai propri giornalisti di limitare inchieste e approfondimenti su fatti controversi”. Le pene pecuniarie scatterano nel caso in cui non ci sarà la rettifica di una notizia, che dovrà essere pubblicata entro 48 ore dalla segnalazione per le testate online e per libri e riviste entro 15 giorni. “Abbiamo dato un segnale significativo rispetto al tema dolente delle querele temerarie”, ha sottolineato Verini che ha poi fatto una precisazione sulle rettifiche: “La norma come si sta configurando da un lato garantisce un bene prezioso, la libertà dell’informazione, dall’altro tiene conto dei diritti del cittadino che si sente diffamato e che ha pari diritto ad avere una rettifica. Se la rettifica viene pubblicata non sono punibili né i giornalisti né il direttore. Per noi questa norma rappresenta una garanzia di responsabilizzazione per i giornalisti e per avere maggiore accuratezza nelle fonti e nei fatti”.
Chiarite anche le responsabilità dei direttori, ai quali verrà attribuito il carattere colposo e non doloso. Ultimo tema, spinoso, resta quello della diffamazione nei blog che il Senato aveva introdotto: “Sì, è stato tolto con il consenso di tutti. La diffamazione in rete è un problema reale, lo sappiamo, ma nelle molte discussioni avute si è compreso che affrontare un tema tanto delicato con un emendamento era assai difficile, tanto più perché è in corso il lavoro della commissione per i diritti di Internet presieduta da Stefano Rodotà che bisogna discutere in relazione a normative europee”.

- Leggi o scarica la proposta di legge presentata alla Camera (.pdf)