24 giugno 2015 | 18:35

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il nuovo piano frequenze: entro il 30 ottobre la conclusione della gara di assegnazione per la banda L

E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il nuovo piano nazionale delle frequenze, in sostanza il piano regolatore nazionale sull’uso dello spettro in Italia, approvato con decreto ministeriale del 27 maggio 2015. Obiettivo del piano nazionale delle frequenze, informa una nota, è pianificare le attribuzioni delle bande di frequenze ai servizi di radiocomunicazione, definire la politica a breve e medio termine sull’uso dello spettro e stabilire per ciascun servizio radio, nell’ambito delle singole bande, l’autorità governativa preposta alla gestione delle frequenze. Il Piano recepisce nella legislazione nazionale il Regolamento delle radiocomunicazioni e gli atti finali delle “Conferenze mondiali delle radiocomunicazioni”, l’ultima delle quali si è tenuta a Ginevra nel 2012. Inoltre, recepisce i provvedimenti approvati dalla Unione Europea (obbligatori) e quelli della Conferenza europea delle poste e telecomunicazioni, se ritenuti necessari in quanto questi vengono implementati su base volontaria.

Antonello Giacomelli, Sottosegretario di Stato del Ministero dello Sviluppo Economico con delega alle comunicazioni

Nel nuovo piano, la banda 1452-1492 MHz (banda L) è stata attribuita con statuto primario al servizio mobile con l’esclusione del mobile aeronautico, ed è stata recepita la decisione CEPT ECC/DEC/(13)03 che suddivide la banda in 8 blocchi da 5 MHz da utilizzare per applicazioni del tipo Supplemental Down Link ossia per il solo collegamento in discesa tra stazione base e mobile a supporto delle reti mobili cellulari. Entro il 30 ottobre 2015 sarà conclusa la gara con assegnazione della banda L agli operatori mobili anche in attuazione della decisione della Commissione Ue dell’8 maggio, in linea con l’obiettivo di raggiungere 1200 Mhz di spettro disponibile per la banda larga mobile nel 2015.

La banda 2300-2400 MHz, poi, è stata attribuita al servizio mobile ed è stata aggiunta in tabella una nota che identifica tale banda per applicazioni Imt, in accordo al regolamento delle radiocomunicazioni. Anche in questo caso, la Commissione Europea intende adottare, entro il 2016, un provvedimento vincolante per l’uso di tale banda per sistemi mobili pubblici. In Italia, la banda 2300-2400 MHz è utilizzata essenzialmente per collegamenti fissi a bassa capacità ad uso privato.

Infine, il nuovo piano recepisce la decisione della Commissione Europea 2014/276/UE che modifica la decisione 2008/411/CE ed armonizza le condizioni tecniche d’uso delle bande di frequenze 3.400-3.600 MHz e 3.600-3.800 MHz per sistemi terrestri in grado di fornire servizi di comunicazioni elettroniche. La nuova decisione stabilisce i requisiti tecnici, basati su blocchi da 5 MHz, per l’utilizzazione della banda 3400-3800 MHz per collegamenti di backhauling e per femtocelle nelle zone ad alta densità di traffico.