Editoria

26 giugno 2015 | 16:07

“La delibera Agcom sulla consegna della posta a giorni alterni tiene conto del diritto europeo?” si chiede il viceministro della Giustizia, Enrico Costa

(AGI)  ”La delibera dell’Agcom che autorizza Poste Italiane a consegnare la corrispondenza a giorni alterni al 25% della popolazione e’ conforme al diritto europeo? Molti elementi fanno pensare che l’Europa non apprezzera’ una simile, quasi illimitata deroga al servizio universale. Cio’ implichera’ che Governo e Parlamento dovranno ora avviare una riflessione, perche’ e’ evidente che si e’ andati molto oltre lo spirito del legislatore: la legge di stabilita’ (e l’Europa) ammette infatti la deroga al servizio universale solo “in presenza di particolari situazioni di natura infrastrutturale e geografica”. La deroga, insomma, non puo’ diventare la normalita’”. E’ quanto afferma il viceministro della Giustizia, Enrico Costa, il merito al piano di Poste che prevede di dimezzare la distribuzione della corrispondenza, da 10 a 5 giorni ogni due settimane, in 5.296 comuni italiani (su un totale di 8.046). Primo, per numero di comuni interessati (901), e’ il Piemonte, seguito dalla Lombardia (542). Agcom, chiamata ad autorizzare il piano, in un documento sottoposto a consultazione pubblica ha evidenziato sussistere i requisiti per 4.721 comuni (778 in Piemonte). “Veder compromessi i servizi basilari – dice Costa – significa non rendersi conto del ruolo di presidio sociale che talune funzioni rivestono. Che destino avrebbero, poi, tutti i giornali – quotidiani e settimanali – recapitati in abbonamento? Tutto cio’ e’ inaccettabile e rappresenta una minaccia al diritto sacrosanto di ciascuno di usufruire dei servizi universali”. (AGI)