Comunicazione

26 giugno 2015 | 17:30

Telecom si prepara a fare posto ai rappresentanti di Vivendi. Il Cda farà le sue valutazioni dopo l’incontro, ancora non fissato, col gruppo francese

(Italpress) Telecom si prepara a far posto ai rappresentanti di Vivendi. Se n’e’ parlato nel corso del consiglio d’amministrazione del gruppo telefonico che si e’ svolto a Torino. Alla fine e’ stato deciso di non convocare l’assemblea degli azionisti destinata a definire l’ingresso dei rappresentanti del gruppo francese diventato il principale azionista con una quota del 14,9%. Telecom fara’ le sue valutazioni dopo un incontro con i vertici del gruppo francese, atteso a breve. Secondo fonti di stampa, Vivendi avrebbe chiesto due posti in consiglio. Nessuno degli attuali componenti delle collegio, pero’ sembra disponibile a ritirarsi. Per cui potrebbe essere convocata un’assemblea per proporre di incrementare il numero dei consiglieri. Al momento il management del gruppo telefonico non ha in agenda un incontro con Vivendi ma si incontrera’ abbastanza presto. I vertici del gruppo francese dovranno venire in Italia per un incontro con il governo. “Cosa che noi raccomandiamo, perche’ noi siamo si’ un’azienda privata, ma ci consideriamo un’azienda importante per il sistema Italia”, ha precisato il presidente di Telecom Italia Giuseppe Recchi. Ha aggiunto di giudicare “molto positivo” l’ingresso di Vivendi facendo presente di aver passato la vita a cercare di attirare investitori stranieri in Italia, “per cui siamo molto soddisfatti che un gruppo industriale motivato e che conosce bene il nostro Paese abbia deciso di investire nella nostra societa’”. Vivendi e’ “un socio forte, industriale e con risorse, che crede nel Paese e nell’azienda”.
Recchi non ha nemmeno escluso un cambiamento di strategia sulla vendita di Tim Brasil ritenuta strategica e dunque non cedibile. “Se la strategia dovesse cambiare, lo faremo nei luoghi, nelle modalita’ e nei tempi appropriati”, ha sottolineato in merito. Invece con Metroweb la questione e’ chiusa: “nessun contatto. Lo abbiamo gia’ detto: la questione e’ chiusa”, ha ribadito. E proprio questa chiusura a provocare contrasti con il governo. Metroweb e’ controllata dalla Cdp e, secondo le indicazioni di Palazzo Chigi, dovrebbe essere il driver per la realizzazione del progetto della banca larga. Telecom, invece, ribadisce la volonta’ di andare da sola. “Abbiamo il nostro piano industriale il suo piano industriale su cui continuiamo a correre”. E’ un piano che tiene conto della domanda del Paese. “Abbiamo sempre detto che qualunque investimento deve avere un criterio di sostenibilita’ finanziaria e industriale, per cui il miglior modo per portarlo avanti e’ sviluppare insieme al Paese, al regolatore e al legislatore la nostra offerta e la domanda che significa diffondere la cultura digitale, ampliare i servizi digitali”. Nel capitale di Telecom figura anche il fondo Usa BlackRock, che in Vivendi e’ il secondo azionista con una quota intorno al 5% e nella compagnia telefonica italiana detiene una partecipazione intorno al 6%. Insomma Vivendi potrebbe gia’ contare sull’appoggio del fondo americano. A questo punto, secondo gli analisti di Banca Akros, si aprirebbe una nuova fase per Telecom anche se la performance del titolo dovrebbe essere guidata in maniera significativa dalle operazioni corporate che includono sia Telecom sia i concorrenti”. (Italpress, 26 giugno 2015)